Il 10 dicembre 2008, presso l’Assessorato alle Politiche del Lavoro della Provincia, sindacati, Rsu, comune di Massa e Eaton firmarono un’ipotesi di accordo, che il 17 dicembre dello stesso anno è stata ratificata. In questo accordo, si legge un passaggio chiave a cui i legali di Cgil, Cisl e Uil oggi si appellano per far causa alla Eaton, accusata di “comportamento antisindacale”. Il passaggio recita così: “le parti concordano che il termine entro il quale i rapporti verranno risolti si identifica con la data di cessazione della cigs, o alla data successiva, in caso eventuale ricorso alla cigs in deroga”. Che cosa significa? Che la Eaton si impegnava a concedere la cassa in deroga? Il passaggio è blando, ma i legali delle sigle sindacali sostengono che l’errore della Eaton e dunque il comportamento antisindacale, sia stato “non discutere”. In pratica, diverse cassazioni sono chiare in materia: “la consultazione con i sindacati deve essere fatta, la proprietà ha l’onere di informare”. Invece la Eaton avrebbe inviato le lettere di licenziamento bypassando l’incontro sindacale ed è per questo che i licenziamenti possono essere impugnati sulla base dell’articolo 28. La causa contro la Eaton potrebbe in queste ore essere già in viaggio verso gli uffici della multinazionale americana. I lavoratori, invece, contano di portare il documento anche a Roma il prossimo 18 ottobre, come ulteriore prova del “danno” che Eaton sta facendo al territorio. Dall’azienda ci avevano promesso una replica, ma al momento Eaton ancora non si è fatta sentire e pare che non abbia nemmeno confermato la sua partecipazione al tavolo romano. Voci di corridoio, sostengono però che l’azienda si stia “infastidendo” alle numerose illazioni che vengono riportate da ex dipendenti e sindacati. Potrebbe dunque stabilire di abbandonare la linea del “non polemizzare mai” e del “non rispondere alle provocazioni”, per dire la sua in materia “accordi firmati a dicembre” di esproprio e di acquisto aree.