“Ci hanno dato ragione ma ora presentano il conto ai cittadini”. Questo l’incipit del comunicato di Musetti che prosegue: “Con la transazione la Progetto Carrara ci da ragione e ammette di aver avuto torto sul recupero dell’Iva”. Era il 15 settembre del 2007  La Destra depositò l’esposto alla Procura della Repubblica, denunciando l’evasione dell’Iva da parte della società, ma questa si sarebbe subito affrettata a negare l’accusa che invece oggi riconoscerebbe fino al punto di da autodenunciarsi, chiedendo allo Stato una transazione da 900 mila euro; sì perché solo così si eviteranno i 50 milioni di euro da pagare al fisco che causerebbero la banca rotta della società. “Per correggere il proprio rapporto con l’Agenzia delle entrate e per consentire il recupero dell’Iva”, riporta Musetti, “l’amministrazione ha previsto un pedaggio accessorio per chi usufruirà  della strada dei marmi, e le intenzioni sarebbero anche quelle di mettere a pagamento pure i parcheggi di Marina di Carrara”. Ma, oltre ad essere vessatorio nei confronti dei cittadini, che pagheranno gli errori degli amministratori, queste misure, ed in particolare il pedaggio previsto, rischierebbero, secondo il consigliere, di scatenare  un nuovo contenzioso, ed ancor più grave. La strada dei marmi infatti sarebbe stata finanziata da contributi di svariati enti, dal bilancio stesso del Comune a finanziamenti della Regione, dello Stato e dell’Unione Europea attraverso stanziamenti per progetti comunitari, come ad esempio Urban. “Bene, questi soldi sarebbero stati concessi al Comune a patto che fossero stati destinati per opere d’interesse pubblico senza rilevanza economica”, afferma ancora Musetti. Di fatto insomma, il Comune non potrebbe costruire una strada per poi istituirci un pedaggio, poiché i fondi  sarebbero stati elargiti con la clausola inderogabile che l’intervento da finanziare non avesse previsto un ritorno economico da parte della municipalità. “Questo significa”, conclude il consigliere, “che la Progetto Carrara potrà riavere i soldi dell’Iva ma rischierà un’ulteriore causa da parte degli stessi enti che hanno finanziato il progetto”.