marco poliDOPPIA odissea per Marco Poli, in attesa di pensione di invalidità. Prima ha rischiato di perdere la casa popolare perché era rimasto ricoverato per mesi in ospedale. Poi ha dovuto aprire un contenzioso perché l’affitto chiestogli da Erp era calcolato anche sul reddito della madre, che però era ricoverata in una residenza assistita per anziani. E’ lui stesso, nella sede del sindacato inquilini Sunia, a raccontare la sua storia.

«DOVEVO assentarmi da casa perlavoro e mia madre rimaneva sola. E così ho dovuto ricoverarla in una casa di cura. Ma per poter usufruire della Rsa si richiedeva tassativamente la residenza nel comune di Massa, per cui ho dovuto lasciare le cose come stavano, ovvero la residenza di mia madre in via Donne Partigiane, con me. Ma senza la pensione di mia madre, che andava tutta alla Rsa, ed essendo io lavoratore stagionale, non ho potuto onorare il canone d’affitto». Le disavventure di Marco Poli iniziano nel 2010 quando l’anziana madre, Emma Ferrari, comincia ad avere seri problemi. Quando Poli capisce di non riuscire a pagare l’affitto, tramite il legale del Sunia, l’avvocato Francesca Ricci, comunica all’Erp la situazione. «Abbiamo specificato che la signora Emma Ferrari, mia madre, rinunciava a qualsiasi diritto sull’assegnazione dell’alloggio intestato a me, chiedendo una riduzione del canone parametrato al mio solo e unico reddito. Malgrado questo, oggi mi chiedono di pagare oltre 4 mila euro di morosità. Sono in attesa della pensione di invalidità per come sono ridotto e spero di poter riprendere a lavorare. Spero che l’ufficio casa del Comune di Massa e l’Erp prendano atto della situazione e di tutta questa vicenda paradossale, applicando anche per i mesi pregressi il canone in base al reddito reale, cioè il mio».

MA QUESTO braccio di ferro legale con l’Erp è solo uno degli aspetti dell’incredibile odissea affrontata da Marco Poli. Tornato a casa dopo quasi quattro mesi di ospedale, Poli ha scoperto di aver perso l’alloggio. Ma vediamo i fatti. La vicenda. Nell’estate 2012 Poli ha un brutto incidente in Versilia: «Sono stato investito da un’ambulanza vicino al semaforo. Mi hanno ricoverato in coma all’ospedale Versilia e sono stato sottoposto a ripetuti interventi chirurgici. Per tre mesi e mezzo casa mia è rimasta vuota. Io ero all’ospedale, mia madre era, dal 2010, nell’Rsa in Lunigiana. E qui a Massa non ho altri parenti: vivono a Bologna e in Versilia. Forse qualche vicino, non vedendomi più, l’ha segnalato al Comune». Parte la procedura per togliere la casa a Poli. «Quando sono tornato dall’ospedale ho scoperto che mi era stata tolta la residenza – racconta – il mio diritto di affittuario era decaduto; l’appartamento risultava disabitato. Una mattina sento bussare alla porta e c’ è un vigile che mi dice: “Dopo tre volte che vengo per le dovute verifiche e non trovo nessuno finalmente mi apre”. Il vigile entra e perquisisce la casa. Apre anche il frigo per vedere se trova cibo. Resto allibito, non capisco. Spiego le cause della mia assenza dovuta al tragico incidente ma l’agente non mi crede. Pensa che io sia uno di quei furbetti che tengono l’alloggio popolare pur avendo proprietà. Sono costretto d alzare la maglia e mostrargli l’addome con la ferita ancora fresca e i punti da togliere. Il vigile si rende conto dell’accaduto e dice che avvierà le procedure per riconfermarmi la residenza nell’appartamento». La residenza viene riconfermata nell’ottobre 2014. La questione sembrerebbe risolta ma poi spuntano i 4mila euro di morosità.

 

 

 

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