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sabato, 13 dicembre, 2014

http://www.antenna3.tv/2014/12/13/ha-una-bolla-del-1800-la-riconsegna-alla-curia-luomo-per-non-rivelare-la-sua-identita-ha-chiesto-lintermediazione-di-un-avvocato-il-documento-firmato-dal-pontefici-pio-ix-risale-al-1857/

Mediavideo Antenna3

Ha una bolla del 1800, la riconsegna alla Curia L’uomo, per non rivelare la sua identità, ha chiesto l’intermediazione di un avvocato. Il documento, firmato dal Pontefici Pio IX, risale al 1857

di  Redazione web

luca franceschini con bollaForse ha letto i giornali, forse ha saputo che un collezionista d’arte, per una bolla simile a quella che lui conserva nello studio, è finito davanti al giudice (poi assolto).Fatto sta che quel documento papale, con tanto di sigillo in piombo, datato 1857 non gli fa più dormire sonni tranquilli e il cassetto che lo custodisce finisce sempre nel suo campo visivo. Decide che è meglio tagliare la testa al toro ed evitare problemi: riconsegnerà la bolla. Non se la sente, però, di esporsi, non vuole rivelare nome ed identità, sceglie, quindi, la strada dell’intermediazione legale. Bussa alle porte di un avvocato e chiede una mano. Vuole che il professionista prenda contatti con la Curia, con Don Luca Faranceschini, il responsabile dei beni culturali.

E l’avvocato fa il suo dovere: trova il numero del sacerdote e ieri mattina alza la cornetta. Quando Don Luca sente parlare di una bolla papale – e lo ammette candidamente – fa salti di gioia: «Ho pensato che fosse la Singularis Romanorum Pontificum, quella con cui il Sommo Pontefice nel 1822 istituisce la nostra diocesi». La bolla delle bolle, insomma, che ancora manca all’appello. Non è (proprio) così: la bolla c’è, è una bolla papale ma risale al 1857. Un documento comunque di importanza storica, l’atto con cui – spiega Don Luca – «il Papa Pio IX nomina Monsignor Bernardi vescovo della diocesi». Uno degli atti persi durante la seconda guerra mondiale quando parte dell’archivio diocesano(trasferito a Montignoso) viene bombardato.
L’avvocato chiarisce i dettagli: la bolla è nelle mani del suo cliente che, attraverso la sua intermediazione, vuole restistuirla. Il sacerdote e il legale fissano un appuntamento e ieri mattina il documento, una pagina scritta rigorosamente in latino e con il sigillo in piombo, passa di mano. Da dove venga, quale e dove sia il cassetto in cui è rimasta custodita per decenni nessuno lo sa: «Non ne ho la più pallida idea – assicura Don Luca – l’importante è che sia tornata all’archivio diocesano». Un pezzo di storia riconquistato.

 

 

il tirreno

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