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ore:  11:50 | Emessa Allerta Gialla per Temporali Forti e Rischio Idrogeologico dalle 8;00 alle23:59  di Domenica 25 Settembre 2021.

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ore:  18:15 | Domani scuole chiuse in tutti i comuni della Lunigiana a causa dell’allerta arancione

sabato, 14 giugno, 2014

http://www.antenna3.tv/2014/06/14/mal-di-testa-prima-causa-assenza-scuola-bimbianche-colpa-pc-pediatri-ma-nel-36-casi-ignorata-da-genitori/

Mediavideo Antenna3

Mal di testa prima causa assenza scuola bimbi,anche colpa pc Pediatri, ma nel 36% casi ignorata da genitori

di  Redazione web

FAMIGLIE SEMPRE PIU' TECNOLOGICHE, IL 95% USA PC PORTATILIE’ la prima causa di assenza da scuola, secondo alcune ricerche, con circa 7-8 giorni persi all’anno ed un forte impatto sui risultati scolastici, ed interferisce anche con le attività quotidiane: è la cefalea nei bambini, un disturbo tuttavia poco considerato dai genitori che, nel 36% dei casi, non sono consapevoli che il figlio ne soffra.

A fare il punto su questa patologia in crescita tra i bambini è il responsabile del Centro Cefalee Pediatriche della Cattedra di Pediatria della Università Sapienza di Roma, Pasquale Parisi, in occasione del 70/o Congresso italiano di pediatria. La cefalea è un disturbo comune in età pediatrica ed è causa anche di frequenti accessi al Pronto Soccorso. Circa il 49% dei bambini manifesta almeno un episodio di cefalea e il 4,2% ne soffre per più di 10 giorni al mese. La fascia più colpita è quella dai 12 anni in su. Il disturbo ”è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 30 anni anche a causa del netto cambiamento nello stile di vita dei nostri ragazzi – avverte Parisi -. Oltre alla predisposizione genetica ed i disturbi del sonno, infatti, anche l’uso eccessivo di videogiochi, tv, tablet e smartphone possono essere in parte responsabili dell’aumento dei casi. A questi si aggiungono fattori emotivi, ansia e stress”. Tutto ciò, afferma l’esperto, ”rende urgente implementare la ricerca di settore e di conseguenza rivedere le Linee Guida per la diagnosi e la terapia della cefalea in età pediatrica; inoltre, occorre rafforzare la ricerca per valutare l’efficacia dei farmaci nella popolazione pediatrica, ancora poco studiata”. Dalla Società italiana di pediatria ecco, dunque, alcuni consigli: evitare quanto più possibile i fattori scatenanti quali dormire poco, avere stili di vita scorretti (fumo, alcol) ed essere eccessivamente esposti agli stimoli visivi (computer, smartphone ecc.); prestare attenzione ai segnali di esordio precoce atipico, come torcicollo, dolori addominali; in caso di attacco acuto somministrare tempestivamente la terapia prescritta dal pediatra perché se si aspetta troppo il farmaco rischia di essere inefficace; quando ci sono segnali come cambio di umore, o se il bambino cammina male, vede e parla male, rivolgersi a un centro specialistico; pensare a una profilassi quando gli episodi sono numerosi e inficiano la qualità di vita del piccolo.

ore: 18:38 | 

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