Il Partito della Rifondazione Comunista di Massa critica la scelta di capitalizzare quasi 3 milioni di euro di utile netto della società idrica: «I cittadini pagano tariffe sempre più alte mentre cresce il patrimonio aziendale. Serve trasformare Gaia in un ente di diritto pubblico»

Anche quest’anno i principali comuni soci di GAIA SpA, Viareggio, Massa e Carrara, hanno deciso che l’utile netto della società, quasi 3 milioni di euro creato sulle bollette per aumenti tariffari, fosse interamente capitalizzato, cioè invece di destinarlo ad aumentare ulteriormente il fondo per le utenze disagiate o per effettuare investimenti, che in quel modo non sarebbero ricaduti sulla tariffa, hanno deciso di aumentare il valore della società e quindi indirettamente il valore del patrimonio dei vari comuni.

I tre comuni hanno di fatto agito come un qualunque azionista privato che guarda a GAIA più come ad una società per azioni che ad un erogatore di servizi pubblici essenziali. Con una serie di aggravanti. GAIA agisce come un monopolista e quindi le bollette dell’acqua le paghiamo per forza a lei. Le tariffe vengono stabilite a livello nazionale per garantire di fare sempre utili come è successo quest’anno: sono aumentate le bollette in base all’inflazione.

Ogni spesa, corrente o di investimento, viene ripartita sulle bollette: per paradosso più è inefficiente la gestione da parte di GAIA nella manutenzione della rete idrica, più interventi strutturali sono richiesti, più i cittadini pagano. Praticamente un banco truccato in barba alla meritocrazia e all’efficienza. Sull’efficacia, cioè sullo scopo di GAIA di garantire a tutta la cittadinanza l’accesso all’acqua, stiamo messi ancora peggio.

E qua entrano in campo i Sindaci, principalmente dei tre comuni che detengono la maggioranza delle quote che invece di redistribuire ai cittadini gli utili, li tengono fermi nei cassetti della società, le riserve, evidentemente per far vedere all’esterno quanto siano bravi a “valorizzare” la società.

GAIA nel 2020 valeva 20 milioni di euro,oggi 37 milioni di euro: in 5 anni ha quasi raddoppiato il patrimonio grazie alle tariffe dei cittadini.

I ricavi della società (quasi essenzialmente bollette) sono passati da 97 milioni di euro nel 2020 a 126 milioni di euro nel 2025, un più 30% che significa essenzialmente aumento delle bollette. Nello stesso periodo i costi operativi sono aumentati del 14%, meno della metà rispetto ai ricavi.

E’ lecito dire che gli utili accumulati sono quasi per intero da imputare alle maggiori bollette pagate dai cittadini. La tanto sventolata “gestione pubblica” è solo una foglia di fico per nascondere le “vergogne” della gestione privatistica e mercantile della società, che forse si sta preparando ad approdare verso nuovi lidi.

Smontare GAIA come società per azioni e trasformarla in ente di diritto pubblico è oggi più che mai necessario per difendere i cittadini.

Partito della Rifondazione Comunista di Massa