Il nuovo report europeo ridefinisce la geografia urbana italiana: promosse Vigevano, Tivoli e Guidonia Montecelio, mentre Massa e Rovigo escono dall’elenco delle città

Massa non rientra più tra le “Città” italiane secondo la classificazione statistica europea adottata dall’Istat.

È uno dei dati che emerge dal nuovo report “Geografie funzionali per l’analisi territoriale”, elaborato sulla base del Censimento 2021 e dei criteri fissati dall’Unione Europea per definire le aree urbane.

Una decisione che fa discutere e che segna simbolicamente un ridimensionamento dell’identità urbana del territorio apuano.

Massa, insieme a Rovigo, è infatti uno dei due Comuni italiani che hanno perso lo status statistico di “Città”, mentre Vigevano, Tivoli e Guidonia Montecelio entrano ufficialmente nel nuovo elenco.

La classificazione non riguarda il titolo amministrativo del Comune né cambia formalmente il ruolo istituzionale della città, ma rappresenta un indicatore utilizzato a livello europeo per analizzare densità abitativa, sviluppo urbano e dinamiche territoriali.

Secondo i parametri europei, un Comune può essere definito “Città” soltanto se supera i 50mila abitanti e se la maggioranza della popolazione vive in aree ad alta densità abitativa, cioè superiori ai 1.500 abitanti per chilometro quadrato.

Nel caso di Massa, pur mantenendo una popolazione superiore alla soglia richiesta, sarebbe venuto meno proprio il requisito della densità urbana, scesa sotto i livelli previsti dalla classificazione europea. In pratica, per l’Istat il territorio massese viene oggi considerato meno compatto dal punto di vista urbanistico rispetto al passato.

Un dato che fotografa i cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio e che racconta come molte realtà italiane si stiano trasformando. Alcune aree urbane crescono e si integrano sempre più nei sistemi metropolitani, mentre altre vedono una distribuzione della popolazione più frammentata.

Nel nuovo quadro statistico nazionale le città italiane salgono comunque a 89. La regione con il maggior numero di “Città” è la Puglia con 13 centri classificati, seguita da Emilia-Romagna, Lombardia e Sicilia.

Tra le novità più rilevanti c’è anche l’aumento delle cosiddette “Città estese”, grandi sistemi urbani formati da più Comuni contigui e strettamente collegati dai flussi quotidiani di lavoro, studio e servizi. Accanto alle storiche aree di Milano e Napoli, negli ultimi anni sono state aggiunte anche Catania, Bergamo, Caserta, Cagliari, Pescara e Guidonia Montecelio.

Il report evidenzia inoltre come in Italia stiano nascendo reti urbane sempre più integrate, dove i confini amministrativi contano meno rispetto agli spostamenti reali delle persone. Un fenomeno che interessa soprattutto le grandi aree metropolitane.

Per Massa il dato assume inevitabilmente anche un valore simbolico. Pur restando capoluogo di provincia e centro di riferimento della costa apuana, la città perde una classificazione che, almeno dal punto di vista statistico europeo, la collocava tra i principali poli urbani italiani.

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