Nel frattempo la città discute di Casa di Comunità, nuova Questura, varianti stradali e nuovi insediamenti, ma continua a progettare senza un quadro generale, senza una vera strategia sulla mobilità e sulla qualità della vita.
Il Piano Urbano del Traffico è obbligatorio per legge e serve a:
migliorare la circolazione; aumentare la sicurezza delle strade; ridurre l’inquinamento che respiriamo e il rumore che subiamo ogni giorno.
Senza un PUT aggiornato, Massa non può gestire in modo efficace sensi unici, semafori, ZTL e collegamenti pubblici, né può accedere a molti finanziamenti per mobilità sostenibile, piste ciclabili e sicurezza stradale.
Secondo il dossier di Legambiente Ecosistema Urbano 2025, Massa è 81ª su 106 capoluoghi italiani: un risultato che conferma una mobilità poco sostenibile, con troppo traffico, pochi mezzi pubblici e pochi spazi per pedoni e biciclette.
La città è anche tra le più pericolose d’Italia: 9 incidenti ogni 1.000 abitanti e un aumento del 22% negli ultimi anni (dati Aci-Istat).
Sono numeri che riguardano tutte e tutti: chi va al lavoro, chi accompagna i figli a scuola, chi si muove a piedi o in bici.
Via Carducci, ad esempio, è già oggi una zona congestionata, stretta fra la ferrovia e un traffico intenso.
In quest’area si vuole realizzare la nuova Casa di Comunità, far passare la Variante Aurelia e collocare la nuova Questura.
Interventi progettati uno per volta, senza una visione d’insieme, che rischiano di peggiorare traffico, incidentalità e inquinamento.
Non è solo traffico: è salute, sicurezza, vivibilità.
Gestire la mobilità vuol dire prendersi cura delle persone, non solo delle strade.
Come cittadini chiediamo:
- di ridurre il traffico privato nelle zone più critiche, con meno parcheggi in strada, quartieri “15 minuti” e zone 30 km/h;
- di rafforzare il trasporto pubblico, con più corse, prezzi calmierati e fasce gratuite;
- di costruire una rete veramente sicura e continua per biciclette e pedoni.
Chiediamo al Comune di avviare immediatamente un Piano Urbano del Traffico serio, trasparente e partecipato, costruito con dati aggiornati e ascoltando i cittadini. Massa ha bisogno di scelte lungimiranti, non di interventi scollegati.
Comitato Ugo Pisa
