CGIL, CISL e UIL: “Un cambio di rotta improvviso e ingiustificato. I Comuni di Massa e Carrara non restino spettatori”

Dure critiche ai Comuni e a Retiambiente: “Si rischia di consegnare la gestione dei rifiuti ai privati. Vogliamo chiarezza sul futuro del Cermec e sui 6 milioni per la bonifica mai avviata”

“Abbiamo appreso con grande sorpresa e preoccupazione, che Retiambiente non sarebbe più intenzionata a realizzare il progetto del biodigestore anaerobico.
Così, in una nota congiunta, CGIL, CISL e UIL commentano le recenti dichiarazioni della sindaca di Carrara Serena Arrighi e dell’assessore Orlandi, che hanno aperto uno scenario del tutto inedito rispetto agli impegni assunti fino a pochi mesi fa.

“Si tratta di una notizia inaspettatascrivono i sindacati e in palese contraddizione con quanto approvato dalla stessa Retiambiente alla fine del 2024, con l’aggiornamento del piano industriale, nonché con le dichiarazioni più volte rese pubblicamente dal presidente Daniele Fortini. Nulla, fino ad oggi, faceva pensare a un cambio di strategia.”

“Silenzio assordante da parte del Comune di Massa”

Le sigle confederali si dicono stupite dal silenzio del Comune di Massa, socio di Cermec insieme a Carrara: “Mentre da Carrara arrivano segnali contraddittori, da Massa non arriva alcuna posizione ufficiale. È inaccettabile che su un tema tanto rilevante per il futuro industriale e ambientale del territorio non ci sia un confronto chiaro e pubblico.”

Il nodo Peccioli e il rischio di dipendenza dai privati

Secondo CGIL, CISL e UIL, la nuova incertezza deriverebbe dal prossimo avvio dell’impianto di Legoli (Peccioli), costruito dalla società Al.Be., partecipata al 50% da Alia Multiutility e al 50% da Belvedere spa.
“È legittimo che chi ha investito 71 milioni di euro in quell’impianto ritenga di poter soddisfare il fabbisogno dell’ambito Toscana Costa. Ma – puntualizzano i sindacati – ci preoccupa che tale posizione venga condivisa da enti pubblici del nostro territorio. Non possiamo accettare che si rinunci a un progetto strategico solo per accomodarsi a decisioni prese altrove.”

“Il rischio – continuano – è quello di delegare la gestione dei rifiuti organici a soggetti privati, perdendo autonomia e controllo pubblico su un servizio essenziale. La gestione dei rifiuti deve rimanere pubblica, trasparente, efficiente e sostenibile, non subordinata alle logiche di mercato.”

“Vogliamo risposte da Retiambiente e dai Comuni”

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi chiarimenti urgenti a Retiambiente, al Cermec e ai Comuni di Massa e Carrara:

“Vogliamo sapere quale sarà il futuro del Cermec, se il piano industriale verrà modificato e quale sia la strategia dell’Ato Toscana Costa in materia di sostenibilità e gestione pubblica del servizio. Retiambiente è una società pubblica: i nostri Comuni devono far sentire la propria voce e non piegarsi a interessi geopolitici o economici che non tengono conto delle esigenze del territorio.”

“Che fine hanno fatto i fondi per la bonifica?”

Le organizzazioni sindacali puntano poi il dito sulla mancata bonifica dei terreni su cui sarebbe dovuto sorgere l’impianto.
“Per procedere alla costruzione del biodigestore – ricordano – era necessaria la bonifica del suolo e della falda. Le precedenti amministrazioni avevano accantonato circa 6 milioni di euro per quest’opera, secondo il principio del ‘chi inquina paga’. Ci chiediamo dove siano finiti quei fondi e perché il cronoprogramma non sia stato rispettato.”

“L’amministratore di Cermec e gli assessori competenti di Massa e Carrara – proseguono – cosa hanno fatto in questi mesi per garantire il rispetto degli impegni? Perché non si è proceduto? Perché non si informa la cittadinanza sullo stato delle cose?”

“Serve trasparenza, non scaricabarile”

Il comunicato si conclude con un monito:

“Assistiamo da troppo tempo a un rimpallo di responsabilità tra istituzioni e società partecipate. È un atteggiamento inaccettabile, che rischia di compromettere il futuro industriale e ambientale del nostro territorio. La collettività ha diritto a conoscere le scelte che si stanno compiendo e le loro conseguenze. Serve chiarezza, trasparenza e responsabilità.”

CGIL, CISL e UIL ribadiscono infine che la gestione pubblica dei rifiuti è un bene comune, da difendere e rilanciare con investimenti, partecipazione e coraggio politico: “Non vogliamo più apprendere dai giornali decisioni che incidono sul lavoro, sull’ambiente e sulla sicurezza del territorio. Pretendiamo un confronto vero, pubblico e responsabile.”