In merito a quanto apparso sulla stampa circa il regolamento degli agri marmiferi desidero esprimere alcune considerazioni. Come si fa a dire che il tema degli agri marmiferi non sia un argomento di campagna elettorale? Come si fa a pensare che il marmo per Carrara non sia uno degli argomenti più importanti sui quali confrontarsi?

Il regolamento proposto in effetti non affrontava nessuno dei temi importanti, nulla diceva sui beni estimati, riproponeva in termini asettici l’argomento della lavorazione in loco senza qualificare il tipo di lavorazione da  realizzare per creare sviluppo, sorvolava sulla questione della compatibilità ambientale e la sicurezza del lavoro e di fatto si presentava come atto notarile, pertanto è stato giusto non approvare il regolamento, non perché non ce ne fosse bisogno ma perché non risolveva nessun problema e addirittura ne creava altri.

Il fatto che tutte le parti sociali lo abbiano rigettato è prova di come sia stato presentato in maniera affrettata, senza che un iter legislativo fosse completamente definito dando l’impressione di voler far qualcosa piuttosto che risolvere i problemi. Non si capisce per quale motivo il commissario Anselmi lo abbia sostenuto, nonostante la chiara posizione espressa dal presidente della commissione Statuto, Poletti e comunque  credo che alcuni punti vadano fissati: l’annoso problema dei beni estimati non è stato rinviato ad una legge nazionale che a mio giudizio non si farà mai, ma di fatto, come spesso accade in questo paese, è stato consegnato alla giurisprudenza che seguirà la sentenza sulle questioni aperte dinnanzi alla magistratura, verosimilmente tra un bel numero di anni. La risposta che deve dare la politica è: cosa si fa nel frattempo? Arriviamo alla sentenza completamente sfasciati o troviamo una soluzione? Gli industriali hanno dichiarato a più riprese che il problema non è di natura economica. Credo che sarebbe un buon punto di partenza cominciare dal fatto che si inizi a pagare, magari attivando un percorso di bilancio partecipativo con tutta la città per decidere come destinare queste risorse. L’argomento della lavorazione deve essere affrontato facendo chiaramente capire che le cave verranno assegnate a chi si impegna a investire e creare occupazione sul territorio, per una durata proporzionale agli investimenti e alla ricaduta in termini di posti di lavoro. Il tema del lavoro va affrontato con un atteggiamento ossessivo nei confronti della sicurezza ma considerando anche che la qualità del lavoro è un elemento determinate per la sicurezza stessa. La sostenibilità ambientale va intesa come l’elemento fondamentale per garantire un futuro all’escavazione e non come un fastidioso impiccio. L’alternativa al gioco delle 3 carte del MS5 non può essere un richiamo generico alla concertazione che necessariamente rischia di produrre un nulla di fatto, gli industriali più moderni vanno sfidati a confrontarsi su questi temi con tutti gli attori sociali.

 

Andrea Vannucci, candidato a sindaco per Carrara- Democratica