Torna in aula Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo della Asl di Massa, a processo per il maxi buco di bilancio dell’azienda sanitaria apuana. Uno scandalo scoppiato nel 2010 quando una dirigente della Regione Toscana, Carla Donati, denunciò un documento “anomalo”, in cui si autocertifica il credito di circa 60 milioni di euro che vantava l’Asl nella gestione di stralcio nei confronti della Regione. Un’incongruità rispetto all’ultima richiesta di credito ricevuta dalla Regione di poco più di un milione di euro. Tutto nacque da lì, da quel foglio del 17 luglio 2009 firmato, nella prima parte da Giannetti e nella seconda parte dalla dirigente regionale del settore finanza fino al 2010, poi trasferita in un altro ufficio. Una firma disconosciuta in aula dalla stessa Donati che parla di quella nota come “non conforme ad altri documenti simili dell’ente pubblico con parole utilizzate non congrue”. Inoltre, pare che la lettera non fosse mai stata protocollata, ma fu trovata nell’incartamento un anno dopo la data segnata quando iniziarono gli accertamenti sui bilanci della Asl apuana. La Donati spiega come funzionavano i monitoraggi dei conti delle aziende sanitarie, i controlli sulla contabilità economico-patrimoniale, della consulenza esterna fornita dalla Deloitte&Touch, ma specifica in più di un’occasione che quello che è successo dal 2010 in poi non era più di sua competenza. E appena venuta a conoscenza di quello “strano” documento partì la denuncia. In aula, questa mattina, hanno sfilato altri testimoni, dipendenti Asl all’epoca dei fatti, 2006-2010, legati all’ufficio ragioneria per capire i compiti che spettavano ad ognuno di loro e, soprattutto, quali account e password utilizzassero. Perché sembra che Giannetti, una volta nominato direttore amministrativo nel 2006 non si occupasse più direttamente di redigere il bilancio Asl. Era la dottoressa Marisa Vernazza, non indagata, la responsabile. I dipendenti sono certi di aver operato con il proprio account, solo per alcune operazioni contabili, quelle di emergenza, quando c’erano autorizzazioni particolari da chiedere, qualcuno ha utilizzato una password alternativa. Sicuramente non la famosa RAG10, l’account incriminato dell’ex direttore amministrativo, da cui si poteva modificare il bilancio. Giannetti è già stato condannato con rito abbreviato a 5 anni e 6 mesi per peculato. Per quel milione e mezzo sottratti dalle casse dell’Asl con falsi mandati di pagamento e assegni fittizi.
