ASL CARRARANel rispetto della privacy dell’assistito, possiamo comunque dichiarare che al momento il paziente “non è introvabile” ma al contrario sta assumendo la terapia per la tubercolosi in modo costante ed è quindi assistito regolarmente.

Confermiamo che si è verificato l’episodio di allontanamento volontario temporaneo e che, in seguito all’accaduto, sono stati avvisati i Carabinieri, la Polizia e il Direttore Medico di Presidio.

Il paziente è tornato spontaneamente in ospedale. Quindi non è assolutamente vero che il paziente “si è allontanato volontariamente senza fare più ritorno”.

Relativamente ad affermazioni quali: “Sembrerebbe che qualche giorno dopo, due persone ricoverate nella stessa camera  del paziente infetto dalla tisi, siano decedute…” rimarchiamo che non può esistere nessuna causa/effetto tra i decessi e la presenza del ricoverato affetto da TBC.

L’Unità funzionale di Igiene Pubblica, ricevuta la notifica di caso di TBC attiva, secondo  quanto stabilito dalle linee guida e procedura aziendale,  ha predisposto la sorveglianza sanitaria su tutti i contatti risultati tali a seguito di inchiesta epidemiologica.

In totale i casi di competenza dell’Az.USL1 negli ultimi due anni sono14, n° 7 in soggetti di nazionalità straniera e n°7 in soggetti di nazionalità italiana. Dei 7 casi notificati in stranieri, n° 1 forma extrapolmonare non contagiosa.
Tutti i migranti sono sottoposti a screenig per sorveglianza TBC polmonare mediante somministrazione di test sec. Mantoux ed Rx torace in due proiezioni.

Ci dispiace constatare come un componente della Commissione sanità tratti con sommaria superficialità un argomento sanitario in materia di igiene pubblica che, se mal interpretato, può ingenerare psicosi ingiustificate.