Riconfermare, anche alla luce delle novità di legge, Massa-Carrara come area in situazione di crisi aziendale complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale e avviare le procedure attuative per un accordo di programma per l’intera area con l’obiettivo di realizzare un progetto di riconversione e riqualificazione industriale: ha queste finalità la lettera che il commissario straordinario della Provincia di Massa-Carrara, Osvaldo Angeli, e i sindaci di Massa, Alessandro Volpi, e di Carrara, Angelo Zubbani hanno inviato al ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, con la quale gli stessi chiedono l’apertura immediata di un tavolo di concertazione e confronto presso lo stesso ministero.
In vista dell’appuntamento nazionale le istituzioni locali hanno provveduto a chiedere al presidente della Regine Toscana, Enrico Rossi, la convocazione di un incontro regionale urgente allargato alle organizzazioni sindacali: nel frattempo, sempre sull’argomento è stato convocato per venerdì 13 giugno 2014 un tavolo istituzionale provinciale al quale sono stati invitati parlamentari e consiglieri regionali del territorio.
Sull’argomento si è svolto al Palazzo Ducale di Massa un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali che si è chiuso con l’impegno a richiedere sia al Ministero che alla Regione Toscana la veloce realizzazione della strumentazione necessaria ad affrontare lo stato di area di crisi e l’inserimento delle maestranze dimesse dai processi produttivi (tra queste ex eaton, ex Syn-tech, ecc.) all’interno dei percorsi di ricollocazione lavorativa previsti dall’area di crisi industriale complessa della nostra provincia.
Rispetto all’area di crisi, come si ricorderà, la Regione Toscana aveva avviato la procedura nel dicembre 2010. Il ministero aveva riconosciuto Massa-Carrara come area di crisi nell’aprile 2011. All’interno di questo percorso è poi stato stipulato un protocollo di intesa (marzo 2011) tra le istituzioni locali, la stessa Regione ed il Ministero, finalizzato allo sviluppo e alla reindustrializzazione. L’obiettivo era quello di arrivare ad un accordo di programma di reindustrializzazione dell’area.
La Regione, poi, attraverso il PRS, piano regionale di sviluppo, aveva previsto all’interno dei PIS (progetti integrati di sviluppo) un piano di reindustrializzazione e rilancio dell’area di Massa-Carrara, piano, approvato nel maggio 2012 e modificato nel gennaio 2013, che risultava propedeutico alla stipula dell’accordo di programma.
Nel percorso si innestava, poi, una novità normativa a livello nazionale che prevedeva tra l’altro la possibilità di attivare progetti di riconversione e riqualificazione nelle aree di crisi industriali complesse in grado di promuovere investimenti produttivi, anche di carattere innovativo, la riqualificazione delle aree, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree dismesse, il recupero ambientale, l’efficientamento energetico e la realizzazione delle infrastrutture funzionali.
A questo punto la Regione Toscana (e siamo al febbraio di quest’anno) in coerenza con gli interventi portati avanti finora e in sintonia con le istituzioni locali ha presentato al Ministero una richiesta formale per l’avvio del procedimento per la conferma del riconoscimento, alla luce della nuova normativa, dell’area di Massa-Carrara come area in “situazione di crisi industriale complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale”.
Il percorso viene portato avanti anche tenendo conto di tutto quello che è stato l’iter relativo alla riperimetrazione del Sin (Sito di interesse Nazionale) e alla definizione poi del Sir (Sito di interesse regionale).
