Dal Dr Paolo Susini – Presidente Comitato “Salviamo l’OPA”
Una sfortunata serie di errori tipografici rende per buona parte incomprensibile l’articolo della Nazione del 3 gennaio in cronaca di Massa riferito al dibattito in corso circa il trasferimento del punto nascita dall’OPA. Malgrado le difficoltà di decifrazione si evidenziano tuttavia i concetti base sostenuti dagli schieramenti pro e contro la sua collocazione nel nuovo Ospedale in Via Mattei. Come dovrebbe essere ormai noto il Comitato in difesa del mantenimento del Dipartimento Materno Infantile nella attuale sede sostiene che esso è parte integrante della struttura di Monte Pepe bene assimilato alle altre strutture pediatriche, già premiate nelle valutazioni di eccellenza sia regionali che nazionali. Spostarlo significherebbe anche impoverire l’OPA di contenuti, cosa molto gradita a chi persegue il disegno di trasferire le sue realtà attive in altre sedi. I cittadini debbono riflettere per tempo sulle conseguenze gravi che si verificherebbero con l’attuazione di uno scenario di questo tipo, considerando che andrebbe a sparire una delle assai poche realtà di eccellenza nella nostra Provincia. Debbono opporvisi con forza senza dimenticare le perdite anche in termini occupazionali e di capacità di formazione di personale altamente qualificato, attività che riteniamo prioritaria e che va assolutamente mantenuta. I favorevoli al trasferimento del Materno Infantile in viale Mattei, forti dell’appoggio del Governo toscano, sostengono in modo perenterio la tesi opposta.
Citiamo la Nazione.. “il nuovo Ospedale conterrà le patologie più rappresentate nella popolazione tra cui il Punto Nascita Ginecologia e Pediatria……e per questioni di economia sanitaria e di razionalizzazione il Punto Nascita possa e – debba- essere trasferito al nuovo ospedale dove troverà spazi adeguati, un Pronto Soccorso ed un Chirurgo generale 24 ore su 24…”
Leggiamo bene queste affermazioni.
1) Non si fa cenno alla Cardiochirurgia Infantile, è già scomparsa. Invece di farne un Centro Multiregionale si cancella, anzi si razionalizza. Valutando il livello della struttura non mi pare una soluzione brillante.
L’Ospedale Pediatrico Apuano diventa Cardiochirurgia Adulti, vedremo per quanto.
2)Non si fa cenno al fatto che il Pronto Soccorso e la terapia Intensiva di viale Mattei NON SONO strutture pediatriche..
Come si legge in un editoriale pubblicato su “Medico e Bambino” Aprile 2013, secondo uno studio recente pubblicato dal Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (GiViTi) tra il 2003 e il 2007, 1265 bambini con patologia grave sono stati ricoverati in Terapia Intensiva per Adulti (TIA) ricevendo uno standard di cure inferiore a quello di una Terapia Intensiva Pediatrica (TIP). Per ragioni che vanno dalla scarsa esperienza con i bambini critici alla mancanza di attrezzature idonee il bambino ricoverato in Terapia Intensiva Adulti risulta infatti esposto a potenziali errori nella valutazione e negli interventi….la società Italiana di Pediatria ha proposto di riformare l’organizzazione ospedaliera per livelli crescenti di cure in modo che sia sempre possibile un riferimento ad un livello superiore da parte di ciascun nodo della rete, e cioè Pronto Soccorso e Pediatria di Urgenza del DEA pediatrico, Terapia Subintensiva, Terapia Intensiva… Le Terapie Intensive per Adulti dovrebbero essere di supporto per i bambini più grandi in attesa di trasporto in terapia intensiva pediatrica (P.Popoff -C. Moretti UOC Terapia d’Urgenza e Terapia Intensiva – Policlinico La Sapienza Roma).
E’ opportuno rilevare che la Terapia Intensiva Pediatrica di Monte Pepe è di livello superiorie in assoluto.
3) Da una struttura collaudata e funzionante si passa in un ambiente completamente diverso anche sotto il profilo organizzativo.
Questo creerà disagi vari di assestamento, speriamo senza danni. Termino con qualche commento generale. Mi sembra ci sia una tendenza alla banalizzazione sulla questione del trasferimento del materno Infantile, perchè si assimila la situazione di Massa Carrara a quella di Prato, Pistoia e delle altre Province che hanno condiviso il progetto del nuovo ospedale. Nella nostra Provincia esiste una realtà molto specifica, rappresentata dall’OPA che rende assai diverse le possibilità di scelta che debbono essere valutate.
Perchè poi ci sia questa ostinazione, venata anche dalla solita punta di disprezzo arrogante, nel non voler considerare i lati positivi delle scelte differenti dalle proprie è forse dovuto all’abitudine al potere. L’obiettivo primario centrato sul Bambino e la sua Famiglia appare dopo le cure “ospedaliere” quello di creare la continuità dell’assistenza qualificata nel territorio 24 ore su 24. Il nuovo Pronto Soccorso Pediatrico di Monte Pepe potrebbe servire anche come punto di coordinamento per servizi sanitari territoriali. Ci si augura che i Cittadini vengano coinvolti e soprattutto sio sentano coinvolti nelle scelte
Dr Paolo Susini
