GIUSEPPE-BERGITTOIl problema della nostra economia provinciale è da ricercare nel fatto che dopo lo smantellamento delle grandi industrie negli anni ‘80 non è stato fatto nulla per riuscire a sostituire la perdita di occupazione e di prodotto interno, comportando per la popolazione una distribuzione non più equa della ricchezza.

Va ricordato inoltre che lo sviluppo delle nuove tecnologie ha ridotto drasticamente la richiesta di manodopera e la globalizzazione ha rivoluzionato le fino ad allora consolidate logiche di mercato.

Vanno aggiunte inoltre le austere politiche nazionali ed europee del rigore finanziario hanno portato la nostra provincia al tracollo economico-finanziario.

Questo scenario è stato ben descritto dai ricercatori dell’Istituto di studi e ricerche della CCIAA di Massa Carrara, con un dato tanto chiaro quanto esaustivo: l’assurdo squilibrio tra il settore economico produttivo di ricchezza e il settore dei servizi che dovrebbe gestire la ricchezza prodotta.

Nel 2012 il 78,8% del contributo al valore aggiunto totale della nostra fragile e disastrosa economia era ed è rappresentato dal settore terziario dei servizi che gestisce la ricchezza prodotta dal restante 22,2% del settore produttivo.

Mi chiedo pertanto come il 78,8% possa contribuire a un’economia resa già fragile dalla crisi economica europea e occidentale e come possa gestire la ricchezza prodotta dal 22,2%  spesso con metodologie e strutture anacronistiche e non altamente professionali.

E’ per questo che sono sempre più convinto che serva de-costituire per ricostruire un tessuto economico e culturale d’impresa, portato ad accettare nuovi equilibri e nuove professionalità produttive e consulenziali.

Dobbiamo fare questo con il dialogo e la concertazione tra le Istituzioni, dalla scuola alle amministrazioni, dalle associazioni di categoria, che devono essere più garanti e reali portavoci delle vere esigenze delle aziende, alla politica e a noi politici per attuare un vero percorso partecipativo cittadino.

Ma dovrebbe essere fatto tutto a livello provinciale, rinunciando a campanilismi di territorio anacronistici e senza senso.

La politica dovrebbe puntare ad incentivare l’economia derivante dal mare, come il porto commerciale o il cantiere navale, il terminal crocieristico o il turismo balneare, valorizzando il nostro mare e le nostre spiagge.

Andrebbe incentivato il settore lapideo in modo intelligente, costituendo una filiera produttiva al piano costituita dalla lavorazione di alta professionalità, artistica e non, del marmo.

Un occhio di riguardo andrebbe ai grandi manufatti, vedi il caso dell’espansione della General Electric e Nuovo Pignone e delle varie aziende costruttrici di imbarcazioni da diporto di tutte le dimensioni, sia di medio e grande pregio.

Occuparsi di Green Economy potrebbe essere una chiave vincente anche in fatto occupazionale, viste le nuove professionalità emergenti sull’energia rinnovabile, sulle nuove frontiere sull’efficienza energetica e sui nuovi cicli dei rifiuti per la loro riduzione.

Per ultimo, e non meno importante, a Massa Carrara andrebbe incentivato il turismo culturale e verde, viste le straordinarie ricchezze paesaggistiche e le testimonianze storiche di un periodo così importante per l’Italia.

Questi settori rappresentano la nuova domanda economica alla quale dobbiamo dare una seria risposta in fatto di nuove metodologie, nuovi prodotti ed abitudini commerciali, di nuovi servizi per migliorare l’offerta e in taluni casi crearla.

Dovremmo ribaltare la percentuale di chi produce ricchezza e di chi la gestisce, dando innovazione alle aziende, sia dal punto di vista tecnologico che professionale.

Interessarci di internazionalizzazione, con reti di impresa o A.T.I. d’impresa in grado di creare gruppi sinergici forti e professionali, che possano affrontare la nuova economia globalizzata

E’ una scommessa che dobbiamo necessariamente effettuare per un nuovo futuro e dovrà essere una scommessa vincente.

Formazione, efficienza ed efficacia diventano indispensabili.

Giuseppe Bergitto

Capo gruppo Carrara Futura

Vice presidente commissione Attività produttive