MAXI-SEQUESTRO di documenti all’Atn. Due giorni fa, i carabinieri della Compagnia di Massa si sono spostati a Carrara per perquisire la sede dell’azienda di trasporti. Sono entrati di buon mattino, ne sono usciti quando ormai era l’ora di pranzo e lo hanno fatto riempiendo le loro auto di documenti, fascicoli, cartelle, classificatori. Fogli su fogli. Da lì, i carabinieri sono tornati a Massa ed hanno proseuito il sequestro nella succursale che l’azienda ha in via Catagnina. Anche da qui sono usciti con alcuni documenti. I militari cercavano i registri delle entrate e delle uscite di denaro dell’azienda, gli orari delle corse, i diari di bordo, i turni di lavoro degli autisti e i dettagli di tutte le corse che gli autobus di Atn percorrono ogni giorno, da anni, su incarico della Provincia e grazie a finanziamenti pubblici (Regione, Provincia, Comune). I documenti serviranno a chiarire se corrisponde a verità l’ipotesi che l’azienda abbia programmato corse, per le quali sarebbe stata regolarmente pagata ma che mai avrebbe realizzato. Se fosse vero, per i cittadini sarebbe l’ennesima beffa, costretti a fare a meno di corse che avrebbero consentito un miglior servizio di trasporto pubblico; se fosse vero i militari dell’Arma procederebbero con l’accusa del reato di truffa. I carabinieri stanno cercando di fare chiarezza sulla vicenda e stanno valutando anche la posizione della Provincia di Massa-Carrara che, certamente, sarebbe vittima della truffa, ma per la quale viene valutata anche la possibilità di una responsabilità per omesso controllo. Ipotesi. Per ora solamente ipotesi, con l’unica certezza del maxi-sequestro effettuato dai carabinieri e della firma del dirigente del settore Trasporto Pubblico locale in calce a una determina del 22 febbraio scorso con la quale si decide, fra l’altro, di sospendere il pagamento dei chilometri relativi al potenziamento della linea 75 per l’anno 2012. Ed è proprio la linea «75» quella sulla quale hanno messo gli occhi gli investigatori, la stessa sulla quale la Provincia stava effettuando controlli per verificare la «reale effettuazione da parte di Atn nel 2012 dei chilometri relativi al potenziamento di quella linea». Una linea che costerebbe 66.753,44 euro e per la quale, ora, la Provincia ha sospeso il pagamento in attesa di fare chiarezza sulla vicenda. Quella cifra è stata stornata dalla fattura che la Provincia deve pagare alla Cassa di Risparmio di Genova, cui Atn ha ceduto i crediti vantati nei confronti della Provincia.
RACCONTA un dipendente dell’azienda. «C’è grande preoccupazione. Sono arrivati i carabinieri, hanno sequestrato tanti fascicoli. Si mormora che sia per alcune “linee fantasma”, linee che esistono solo sulla carta, per le quali l’azienda sarebbe stata pagata ma delle quali nessuno, nemmeno gli utenti, erano a conoscenza: non sarebbero scritte né sui pannelli né negli orari». In merito alla linea “75” il lavoratore si limita a dichiarare: «Io so solo che, a inizio turno e fine turno, esiste una corsa, chiamata “Eaton” che percorre lo stesso tragitto della “75” e che parte solo 5 minuti dopo. Gli autisti la chiamano “fuori linea” perché senza utenza». Ed ecco, che saranno i diari di bordo a fare chiarezza: i carabinieri cercano di verificare se qualcuno degli autisti abbia firmato i diari di bordo della «linea che non c’è». Dopodiché, ascoltaranno la sua versione in modo da far cadere le ipotesi di accusa o da confermarle.
La Nazione
