“E’ un’emergenza che coinvolge diverse località montane, un po’ in tutta la Regione. Già venerdì sera, comprese le difficoltà alle quali saremmo sicuramente andati incontro, abbiamo chiesto alla Protezione civile nazionale il riconoscimento dei benefici da erogare ai volontari messi in campo per i vari interventi ma dal responsabile nazionale Franco Gabrielli e dal dipartimento, ad ora, non abbiamo avuto alcuna risposta”. Lo ha detto stamani Antonino Melara, responsabile della Protezione civile della Regione Toscana, nel corso della videoconferenza organizzata da Uncem Toscana, in collegamento con tutte le Unioni dei comuni montani della regione. Melara, invitato da Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana, ha ricordato l’impegno della Protezione civile toscana (con il coinvolgimento di 741 volontari e di 32 enti), ha ascoltato gli interventi di tutti gli amministratori collegati e ha sottolineato il suo scetticismo sulla reale possibilità che venga riconosciuto lo stato di calamità da parte del Governo: “Per l’emergenza dello scorso anno come Regione Toscana ci erano stati riconosciuti 400mila euro di rimborsi, in realtà forse ce ne verranno destinati 280mila. Abbiamo ancora la coda di sindaci che aspettano i soldi per lo stato di calamità dello scorso anno e non so se ci verrà riconosciuta nel caso di questi giorni. Comunque – ha concluso Melara sul punto – facciamo una ricognizione, non lasciamo nulla di intentato”. Melara, infatti, pensa ad un nuovo piano per il futuro: “Bisogna vedere cosa possiamo mettere in campo come Regione, dotare i comuni con mezzi per affrontare le emergenza. Insomma, bisogna organizzarci per conto nostro. E’ più facile trovare risorse per investimenti che per le spese correnti ma una soluzione è a portata di mano”.
