Dalla cronaca di Carrara della Nazione del 9 ottobre, che ha riportato un’intervista al Dott. Filippo NARDI della PORTO DI CARRARA SpA, abbiamo appreso che la società ha “salvato l’amministrazione comunale”, realizzando in sua vece il rafforzamento del ponte del Carrione ed altri interventi sulla viabilità, necessari per l’insediamento NUOVO PIGNONE di viale Zaccagna. Il giornale, a margine dell’intervista, ricorda come la stessa PORTO di CARRARA SpA aveva già salvato dal fallimento, nel 1994, A.RE.A. SpA. Questo spiegherebbe perché la Porto ha sempre gestito la società a maggioranza pubblica come “cosa propria”. Una vera sorpresa! Amministratori dell’epoca non conoscevano un tale fatto. Sarebbe importante sapere chi ha gestito questa pratica, considerato che il consiglio comunale non ne fu investito. Non dovrebbe essere difficile saperne di più. Il vice sindaco del tempo è l’attuale sindaco, pertanto rivolgiamo a lui la richiesta di chiarimenti. Per ora si apprende che quei maleducati dell’amministrazione non hanno neanche ringraziato questi “benefattori”. E’ vero che l’amministrazione ha avuto un occhio di riguardo al momento dell’acquisto del complesso cave della ex IMEG, è vero che sempre l’amministrazione ha fornito per 30 anni l’uso gratuito dei piazzali di levante, lasciando però che la stessa società si accollasse i gravosi costi di manutenzione. E’ vero anche che l’amministrazione non ha richiesto il pagamento dell’area ex casa del portuale, al momento del diverso utilizzo; che dire poi della reindustrializzazione di importanti aree, vedi ex Cokeria, affidata ad ASI SpA, società facente capo allo stesso gruppo, ma insomma sono inezie a fronte degli investimenti di questi “capitani coraggiosi”.
Crediamo sia venuto il momento di far partecipare la cittadinanza a queste storie. Attraverso questi fatti i cittadini possono valutare con maggior conoscenza l’operato dei propri amministratori e degli operatori più prestigiosi. Questi operatori sfidando la crisi, anche quelli che sono costretti a licenziare e mettere in cassa integrazione i propri dipendenti, stanno concretizzando un progetto che ha al centro il rilancio di una storica emittente come TTN, per una più “penetrante “ informazione. Noi, pur apprezzando poco quel che fanno, vorremmo fossero meno aggressivi e più rispettosi del territorio, possiamo assicurare che parteciperemo a questa opera di informazione, stimolando e spiegando.
Invitiamo comitati e movimenti ad intervenire ad un’assemblea che sarà indetta entro il corrente mese per affrontare molti dei temi indicati e sottoporli all’amministrazione comunale, per chiarimenti e suggerimenti.
