“Le modifiche alla legge sono necessarie, ma invito a fare attenzione rispetto alle richieste, giunte dalle associazioni industriali e dai Comuni di Massa e Carrara per mantenere l’autonomia regolamentare in materia”. Lo ha dichiarato Giuseppe Del Carlo (Udc) che ha sottolineato la necessità che “la nuova normativa non stabilisca privilegi per alcuno”.

Secondo Marta Gazzarri (Idv), “da tempo serve chiarezza in questo settore, soprattutto in materia di autorizzazioni, concessioni e trasporto e, quindi, è bene procedere ad una revisione della legge”. La politica, ha aggiunto, “ha il dovere di tutelare l’attività produttiva senza andare a discapito della tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

Matteo Tortolini (Pd), che ha illustrato la proposta di risoluzione della maggioranza di centrosinistra, ha espresso parere positivo sulle modifiche che si intendono introdurre e ha invitato la Giunta a tenere presenti due aspetti fondamentali: dare sostegno al modello produttivo regionale e, allo stesso tempo, promuovere un uso più razionale “di risorse che hanno un grande impatto sul territorio e sull’ambiente”. In questo senso “è positiva una programmazione di livello regionale, ma che deve fare i conti con i territori provinciali”. Positiva, infine, anche l’introduzione “di elementi di maggiore concorrenza”.

Giudizio positivo sull’informativa preliminare della Giunta è venuto anche da Marina Staccioli (Misto), che ha sollecitato “una nuova regolamentazione per gli agri marmiferi di Carrara, dove ci sono troppe disparità riguardo agli oneri concessori e che hanno vantaggi in termini di vincoli ambientali e di tasse rispetto agli agri marmiferi della Lucchesia inseriti nel Parco delle Apuane”.

Di “riordino necessario” senza però “creare altri paletti e limitazioni” ha parlato Paolo Bambagioni (Pd) che ha invitato la Giunta a definire, nella nuova normativa, “una distinzione tra cave di materiali ornamentali e cave di materiali industriali”. Sulle cave di Carrara, invece, ha detto che “è necessario salvaguardare, in una qualche maniera, la loro specificità”. Infine, ha invitato a tutelare alcuni principi della legge che si va a modificare, quali ad esempio quello che “ha permesso di recuperare un vecchio sito di escavazione e di farne i renai di Signa, che è un esempio di recupero ambientale e rilancio dell’economia”.

Vincenzo Ceccarelli (Pd) ha sottolineato che le modifiche alla legge ripropongono un quadro normativo antecedente al 1998, cioè una situazione in cui “la programmazione del settore torna ad essere a livello regionale”. Il nuovo articolato, ha aggiunto “non dovrà sminuire il principio dell’autosufficienza provinciale” e “dovrà prevedere l’utilizzo di materiale riciclato non solo per le opere regionali ma anche per le opere strategiche di Anas e di altri enti”.

Paolo Marini (Fed. Sinistra-Verdi) ha affermato che sulle linee generali dell’informativa preliminare “tutti siamo d’accordo. Nella stesura dell’articolato, però, non sarà facile tenere insieme la tutela dell’occupazione e la tutela dell’ambiente”.

L’assessore Luca Ceccobao, nella sua replica, ha detto che la Giunta ha l’obiettivo “di superare i limiti emersi in questi anni e di promovuore le attività di filiera” partendo dalla necessità “di adeguarsi alle nuove normative intervenute in materia di rifiuti, libero mercato e codice del paesaggio”. Ceccobao ha confermato che saranno salvaguardati i principi positivi della legge regionale del 1998 e che “la visione unitaria della risorsa estrattiva non cancellerà il principio di autosufficienza territoriale”.

Il Consiglio ha poi approvato a maggioranza (si sono astenuti Pdl, Udc, Lega Nord e Dario Locci del gruppo Misto) la proposta di risoluzione che nel corso del dibattito era stata illustrata da Matteo Tortolini del Pd. (