Le istituzioni si impegnino a garantire livelli occupazionali e vocazione dei NCA
Abbiamo appreso dalla stampa dell’interesse di un nuovo gruppo a subentrare ad Invitalia nella proprietà di NCA.
Il fatto che i cantieri stimolino l’interesse di qualcuno naturalmente non è una nota negativa, ma occorre fare molta attenzione sia all’assetto societario di chi potrebbe rilevarli sia alle intenzioni riguardanti il futuro dell’azienda.
A proposito di Ocean Indipendence non disponiamo di informazioni particolari capaci di indirizzare la discussione, ma occorre ribadire a nostro avviso che è necessaria ogni cautela.
Ben vengano dunque gli incontri propedeutici con la Regione Toscana, la Provincia, il Comune e l’Autorità Portuale. Ma le istituzioni devono garantire grande attenzione riguardo al mantenimento sia dei livelli occupazionali che del core business dell’azienda. Trasformare un cantiere come NCA, indiscutibilmente strategico per l’economia del territorio, in una attività che si limita ad effettuare piccoli interventi su barche di non grandi dimensioni dunque porterebbe a conseguenze economiche davvero inaccettabili per un territorio già disastrato e con una disoccupazione da profondo sud.
Le istituzioni dunque si facciano carico di esaminare con attenzione le offerte pervenute, vagliando con acume e lungimiranza anche il piano industriale di chi vorrebbe subentrare e la sua vocazione produttiva.
Ci sono i gioco non solo i duecento posti di lavoro del cantiere ma anche un indotto di proporzioni davvero ragguardevoli, e anche un calcolo puramente ragioneristico indica in modo chiaro che i costi di una eventuale liquidazione o di una trasformazione radicale della attuale attività sarebbero davvero insopportabili.
Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti
