Una strano episodio è avvenuto la scorsa notte, segnalato alle forze dell’ordine da Nicola Franzoni, candidato a sindaco di Fli, che si trovava presso il municipio per un sopralluogo di persona. A quanto ha riferito, avrebbe visto delle persone nella zona del retro del Comune, nei pressi di una porta a cui si accede al magazzino del Ced, il centro elaborazione dati, in cui vi sono computer vecchi e nuovi, ma non materiale elettorale. Ha chiesto l’intervento della polizia, arrivata verso le 23,40 per gli accertamenti: in effetti, la porta era semiaperta, non forzata, e da una prima ispezione all’interno del centro elaborazione dati non ci sarebbero segni di intrusione. E a un primo controllo del responsabile del Ced, chiamato sul posto, non mancherebbe materiale. Da qui si accede all’interno del palazzo comunale.

Dalla porta trovata semiaperta (non si può escludere una dimenticanza del personale comunale) si accede anche ai piani superiori del municipio, ma la sala consiliare dove ci sono i faldoni elettorali, è presidiata giorno e notte dai vigili urbani, quindi se qualche ignoto avesse avuto intenzione di accedere a quel locale, sarebbe stato visto e bloccato.

Gli uomini del commissariato hanno anche visionato il nastro delle telecamere che si trovano all’esterno del Comune, senza però trarne elementi sufficienti a dare forza all’ipotesi di un’intrusione. Si vedrebbero persone in movimento nei pressi del Ced, ma le immagini in notturna non sono ottimali, comunque gli inquirenti non si sbilanciano e stanno proseguendo gli accertamenti.

Al momento non ci sono denunce a carico di persone. Sarà sentito anche Nicola Franzoni che ha fatto la segnalazione. L’episodio si inserisce nel clima di tensione provocato dalle contestazioni dei candidati di opposizione – ma anche di alcuni di maggioranza – sulle presunte irregolarità negli scrutini; da giorni la commissione elettorale, presieduta dal giudice Cosimo Ferri, sta vagliando i verbali, e domani dovrebbe essere comunicata la decisione. Non si esclude che in un paio di sezioni, quelle con le maggiori anomalie, possano essere azzerate le preferenze. Ma l’esito complessivo del voto non è in discussione, anche se l’opposizione continua a chiedere l’intervento della magistratura, un riconteggio delle schede e addirittura il ritorno alle urne.