In vista dell’incontro di mercoledì prossimo al ministero dello Sviluppo sul futuro dei Nuovi Cantieri Apuania, stamani, i rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati e l’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini hanno messo a punto un documento con tre richieste “forti e chiare” da sottoporre al governo nazionale: uno stanziamento per finanziare la costruzione a Marina di Carrara della seconda nave Rfi, maggiore impegno da parte di Invitalia nella ricerca di un partner industriale per Nca e la “definizione immediata delle misure di sostegno ai processi economici e produttivi locali” da inserire nell’accordo di programma per la reindustrializzazione della provincia di Massa Carrara, “da stipularsi in brevissimo tempo”. Nel documento vengono elencate anche tutte le criticità della vertenza: la piattaforma prende così atto della “sostanziale inerzia di Invitalia nella ricerca di un partner privato” e della “infruttuosa ricerca di nuove commesse”. Lacune e mancanze che vengono evidenziate a fronte di quanto invece è accaduto all’interno dello stabilimento, dove, in ottemperanza agli accordi “responsabilmente stipulati in sede locale”, è stata operata una riduzione del personale di Nca attraverso una serie di incentivi all’esodo anticipato. Come a dire che i lavoratori del cantiere la loro parte l’hanno fatta, adesso se si vuole realmente salvare Nca, la palla passa o dovrebbe passare al governo, cui spetta, il compito di fare una scelta prettamente politica, e di pronunciarsi sull’opportunità di prolungare o meno la vita dello stabilimento, in attesa di tempi migliori per la navalmeccanica. Difficile dire se la prossima settimana arriveranno indicazioni chiare in questo senso. Non è un caso allora, forse, che il documento siglato ieri contempli, in chiusura, anche l’ipotesi di una “non risposta”: “nel caso ancora una volta le richieste dovessero risultare inascoltate tutti i soggetti sottoscrittori – conclude il documento – provvederanno a concrete e forti azioni di lotta e di sostegno alla difesa dell’assetto occupazionale di Nca”.
