Tutti quelli di noi che hanno avuto modo di intravederla la ricordano come una giovane donna cortese e garbata. Così la descrive Paolo Gemma, volontario alla mensa della Caritas di Marina di Carrara. Ma purtroppo sì, parlando di Olga è possibile solo affermare di averla intravista. Aveva smesso di frequentare la mensa circa 7 mesi fa, presumibilmente appena saputo di aspettare un bambino, e da quel giorno nessuno, alla Caritas l’ha più vista e neppure si è preoccupato di sapere che fine avesse fatto. “Questo è un problema di cui ci stavamo già rendendo conto”, aggiunge Gemma, “purtroppo è vero che agiamo sulle prime necessità come quelle di nutrirsi e vestirsi ma poi sappiamo ben poco delle persone che vengono da noi…e casi come il suo, di gente costretta a dormire all’addiaccio ce ne sono più d’uno…” Coscienti di questo dalla Caritas diocesana stanno avviando il progetto di allestire un centro d’ascolto ad Avenza. “È assolutamente necessario”, sottolinea ancora Gemma, “si tratta di una carenza a cui dobbiamo porre rimedio, il prima possibile”. Ed ammettere di non saper nulla di una giovane donna tanto in difficoltà certo crea un notevole imbarazzo, non solo nei volontari ma nell’intera comunità carrarese, forse Olga era veramente troppo discreta perché qualcuno si accorgesse di lei, una presenza tanto silenziosa e garbata da permettere al resto del mondo di dimenticarla.