Quattro italiani su 10 giocano d’azzardo. Maschio, con la licenza media inferiore, che beve alcolici è fuma: è l’identikit del tipico giocatore d’azzardo, secondo uno studio dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR. Si tratta di un fenomeno in crescita in tutta Europa e la categoria più problematica e a rischio è quella dei giovani, che abusano anche di farmaci come i tranquillanti. La ricerca del Cnr stima che il 42% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi. In totale, ad essere coinvolte dal gioco d’azzardo sono circa 17 milioni di persone, una sorta di epidemia sociale che condiziona molte famiglie italiane. Ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno il 36% dei 15-24enni di cui il 9%, 500 mila persone, risultano giocatori problematici. Negli adulti quanti hanno giocato almeno una volta nel corso dell’anno sono il 45 per cento (15 milioni), divisi tra il 37 per cento che non presenta criticità e l’8 per cento classificato tra i problematici. Il 56 % dei giocatori risultano uomini e il 10% dei giovani giocatori rischia di sviluppare una dipendenza cinque volte di più rispetto alle coetanee. Ad incidere sono il livello di istruzione e la concomitanza di altre problematiche: per chi fa uso di tranquillanti la possibilità di diventare un giocatore accanito è tripla, mentre per chi fuma oltre 11 sigarette e per chi ha un profilo di alcolismo è doppia.
