Potrebbe essere ribattezzata la strada della discordia, l’infrastruttura che sembrerebbe costare al comune di Carrara, 4 milioni e mezzo di premio di accelerazione. Il sindaco Angelo Zubbani ha ben precisato che quel costo non si va ad aggiungere al totale perché previsto nel quadro tecnico economico della gara di aggiudicazione dei lavori. La strada, anche se terminata, non può essere ancora utilizzata – spiega l’amministrazione – fino a che non trascorrerà un certo periodo di tempo, anche 6 mesi, dovuto alle effettuazioni di collaudi e prove tecniche. Mentre, per quanto riguarda i ritardi nell’esecuzione delle infrastrutture per la fornitura di energia elettrica sono in parte dovuti a problemi interni ad ENEL impegnata nella gestione delle emergenze in Lunigiana. Mercoledì prossimo si terrà un incontro con i vertici della società, della Progetto Carrara e Amministrazione comunale per risolvere le ultime questioni tecniche con l’obiettivo di avviare rapidamente i lavori. Secondo Nicola Franzoni di Futuro e Liberta’ per l’Italia, la Strada dei Marmi sarebbe, però, costata più del “doppio” di quanto preventivato con il risultato di un enorme indebitamento del comune di Carrara e torna, quindi, a chiedere alla Magistratura che vengano imposti carotaggi sulla Strada dei Marmi per certificarne la tenuta e si ricalcolino i consumi e la natura del cemento utilizzato. Il tutto doveva essere sotto gli occhi di una commissione di Verifica che, dice Franzoni, non ha mai fatto controlli. Lo scandalo sarebbe tutto a livello politico perché, come nel caso Cermec, accusa il responsabile di FLI, apparirebbero strani i rapporti tra il PSI, partito del sindaco e il PD con il PDL.
