Assemblea della Eaton in sala della Resistenza di Palazzo Ducale: a rispondere alle domande degli operai e alle perplessità sui ritardi sempre più scottanti della politica regionale e nazionale, c’era soltanto l’assessore provinciale Raffaele Parrini. I lavoratori si sono dichiarati “stanchi” delle tante parole che non trovano mai riscontro in fatti. Una richiesta è stata sollevata dal popolo di operai che il 14 dicembre terminerà l’anno di mobilità:  <<Roma capisca che la Eaton va trattata separatamente da Nca>>.  In effetti a fine anno si arriverà alla firma definitiva dell’accordo di programma e il territorio chiederà 15 milioni di euro per le situazioni di crisi da tradursi, naturalmente, in progetti di reindustrializzazione. La preoccupazione dei lavoratori è che la partita di Nca, più pesante di quella Eaton, assorba per sé l’intera cifra, lasciando a loro solo le briciole. Secondo l’assessore Parrini pensare a due tavoli separati tra Eaton ed Nca in materia di accordo di programma non sarà possibile: <<Resta poi il fatto che se non ci saranno imprenditori pronti ad investire_ conclude Parrini_ nessuna cifra potrà essere messa a disposizione della Eaton, con o senza Nca>>. Dopo l’ultimo tavolo romano ci si aggiornerà il 9 novembre, data in cui al ministero dello sviluppo economico dovrebbe esserci anche la Eaton. In quell’occasione, forse, verranno chiariti anche alcuni passaggi sulla bonifica dell’area industriale di Massa, condizione inequivocabile per l’acquisizione da parte della regione. Fidi ha fatto visita ai capannoni la scorsa settimana e la regione conferma che la trattativa con gli americani sta proseguendo. Infine c’è l’aspetto legale della situazione. Gli avvocati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl stanno valutando l’ipotesi di riportare per la terza volta la Eaton davanti ad un giudice del lavoro. L’ipotesi di reato, questa volta potrebbe essere   “l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni”, imputabile a due distinti comportamenti dell’azienda: i fatti accaduti ad agosto, quando i vigilanti privati costrinsero i lavoratori ad uscire dalla fabbrica, che era occupata in presidio permanente e i fatti accaduti ad ottobre, quando la Eaton ha smantellato una delle tende degli operai, perché su proprietà privata. <<Si può procedere_ dice l’avvocato Roberto Valettini legale della Cisl_ ma dobbiamo dire ai lavoratori a cosa vanno incontro: l’azienda potrebbe tentare di utilizzare questa denuncia come pretesto per non pagare le 10 mensilità dovute agli operai, che dovrebbero essere liquidate il 23 dicembre. Inoltre, se anche dovessimo vincere la causa, ne ricaveremmo i  danni morali, la cui quantizzazione in denaro spetta al giudice. Insomma dobbiamo valutare ed essere prudenti>>.