Si è tenuta ieri al tribunale di massa l’ennesima udienza sullo scandalo dei telefonini assegnati agli ex amministratori del comune di Massa, quattro in tutto accusati di peculato e finiti sotto inchiesta a seguito di una indagine della guardia di finanza: Angelo Morelli, Dina Dell’Ertole, Sabino Antonioli e Marco Andreani, oggi presidente del consiglio comunale di Massa, tutti presunti responsabili di aver utilizzato in maniera impropria il telefono cellulare in dotazione dell’amministrazione comunale. L’udienza non è stata delle più interessanti. Mancavano testimoni chiave assenti a vario titolo, che avrebbero dovuto spiegare perché la guardia di finanza ha rilevato un traffico telefonico estero, quasi per tutti gli ex assessori coinvolti, senza che nessuno di loro fosse in missione fuori dall’Italia. Ci si aggiorna il 22 febbraio, ad anno nuovo dunque, ma intanto la polemiche sui costi della politica non aspetta. L’attuale amministrazione, tramite l’assessore al bilancio Alessandro volpi e l’assessore alle innovazioni tecnologiche Lina Coppa, già ha posto un freno alla spesa sulla comunicazione di ogni singolo membro di giunta e consigliere comunale. Interviene a dire la sua, a proposito, anche il consigliere Stefano Caruso del PdL ricordando che il suo gruppo consiliare non è in possesso di alcuna scheda telefonica fornita come benefit dal Comune, e che pertanto non è passibile di alcuna critica riguardo i costi imputabili all’amministrazione. Ma soprattutto, come già a suo tempo evidenziato durante il dibattito in consiglio comunale, ritiene che l’utilizzo del telefono cellulare debba essere interamente a carico dei consiglieri stessi. Sull’utilizzo dei telefoni fissi, continua caruso, sarebbe opportuno che fosse istituito un codice apposito, da anteporre al numero da comporre, che identificasse personalmente ogni consigliere in modo da monitorarne l’utilizzo o l’eventuale abuso per telefonate, molte volte, non certo istituzionali e poter, successivamente, procedere al recupero delle somme che sono sempre e comunque a carico dell’amministrazione.
