Intervento del Consigliere Comunale di Massa Giancarlo Casotti

La notizia che l’amministrazione comunale di Massa ha deciso di realizzare un campo , o spazio attrezzato per i nomadi , è una buona notizia, perchè da oltre 15 anni questo tema ad ondate periodiche, emerge come una necessità del territorio, e abbiamo proposto  una soluzione del genere ai tempi della prima amministrazione Pucci .

E tuttavia  detto questo ,dopo aver visto nella decisione dell’amministrazione comunale la parte del bicchiere mezzo pieno, ci corre l’obbligo di esaminare anche gli aspetti problematici che una tale scelta  contiene.

Intanto occorre capire quale idea di campo  nomadi l’amministrazione abbia in mente ;  si vuole realizzare una struttura che deve servire al nucleo di nomadi sinti stanziati ormai da decenni  nel nostro comune , per intenderci il nucleo che era temporaneamente sistemato nel parcheggio di Via Don Minzoni??

In  questo caso -avendo  incontrato più volte queste persone- parlare di campo nomadi ( e cioè di una struttura aperta dove tutti i nomadi sinti ,o anche rom,  o anche di passaggio,  possono soggiornare) è chiaramente un errore ,perchè le famiglie  sinte di Via Don Minzoni non vogliono questo, non vogliono un campo nomadi di questo tipo ,ma chiedono invece uno spazio a loro esclusivamente riservato,  attrezzato di luce e acqua  ,dove essi possano piazzare le loro case mobili

Vogliamo realizzare entrambe le strutture e cioè uno spazio attrezzato per i nomadi “stanziali” che hanno la residenza a Massa e mandano i  loro figli a scuola , ed anche  un altro spazio , un vero e proprio campo , per i nomadi “nomadi”? Si può  fare, ma abbiamo lo spazio giusto? Non è certo TURANO lo spazio giusto.

Sono tutti interrogativi  che l’amministrazione deve chiarire perchè -altrimenti- il grosso rischio che si corre è quello di creare allarmismo sociale tra i residenti ,senza nemmeno  risolvere il problema.

Quindi la proposta  che avanziamo è quella di elaborare un percorso di condivisione chiamando a raccolta le forze sociali e associative,  gli opinion leaders, le diverse forze politiche perchè una volta individuata la struttura giusta, questa scelta va difesa;

l’idea di fondo che oramai accomuna tutte le amministrazioni comunali (DI SINISTRA E DI DESTRA) di fronte al problema nomadi è : SOLIDARIETA’ IN CAMBIO DI LEGALITA’ e cioè  è difendibile di fronte ai cittadini , una amministrazione che spende soldi per l’integrazione dei nomadi , solo se  questa amministrazione ottiene dai nomadi  inderogabili impegni sul versante del lavoro, della legalità,dei figli a scuola,dell’accettazione piena delle regole del vivere civile.E quindi  di fronte ad una scelta oculata della amministrazione , di fronte  ad un percorso che impegni le famiglie nomadi a chiari comportamenti,  rimane poco spazio per le demagogie e i populismi; perchè ,ripetiamo , quando la destra e la sinistra nelle amministrazioni locali devono  affrontare il problema  nomadi, oggi, più o meno si comportano tutte allo stesso modo.