Il disagio, nel corso del tempo, è diventato intollerabile, i cittadini che abitano intorno allo stadio di Massa vivono una situazione al limite della sopportabilità: da una parte, esalazioni di anidride solforosa da fabbriche vicine, impossibili da sopportare e, dall’altra, i forti rumori delle turbine, provenienti dalla zona del Nuovo Pignone. A questi vanno aggiunti i divieti, accumulati in tempi pregressi, di consumare ortaggi e di cibarsi delle carni degli animali da cortile, perché il terreno conterrebbe sostanze pericolose, come il mercurio. Le strade coinvolte sono quelle di via del Cesarino, via dei Veterani dello Sport, via dei Cedri, via dei Limoni e via Chiusa: tutta una zona, caratterizzata dalla vicinanza all’area Sin, quindi con potenziali problemi di inquinamento della falda acquifera. La paura che, latente, serpeggia tra i cittadini massesi è quella di vedersi arrivare una lettera di notifica, da parte delle autorità sanitarie,che imponga loro un piano di evacuazione dell’intera zona. Alcuni residenti, oltre al disagio patito da tempo, si dichiarano pronti a mettere in atto anche azionil egali. Sulla questione è tempestivamente intervenuta l’Arpat: l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha provveduto all’installazione, in una casa della zona dello stadio, di due linee di campionamento dell’aria, una per la determinazione dell’anidride solforosa e l’altra per l’acido solfidrico; inoltre, sono state campionate, nei due casi, anche le polveri. In entrambi gli interventi sono stati campionati più di un metro cubo di aria, e le analisi sui campioni prelevati, al momento, sono in corso. Riguardo al rumore, dovuto presumibilmente alle prove delle turbine nell’area del Nuovo Pignone, i tecnici dell’Arpat fanno sapere che, ad oggi,non è pervenuta al Dipartimento alcuna segnalazione.