Prima ci hanno imposto l’inefficienza di GAIA: carrozzone che da anni fa parlare di sé solo per i disservizi, per gli alti costi e per i mancati investimenti.

Poi hanno fatto credere (a noi no per la verità) che i recenti referendum servivano proprio per azzerare Gaia, per togliersela dai piedi.

Fatto è che anche quest’anno a Filattiera si devono riscontrare problemi enormi legati all’approvvigionamento dell’acqua ed alla gestione degli acquedotti. Problemi già ampiamente denunciati e già archiviati dall’amministrazione come nulla fosse ed ovviamente senza che siano state né date né pretese, da chi di dovere, soluzioni.

A tutto questo si è aggiunta una clamorosa vicenda che ha riguardato (e riguarda) la frazione di Gigliana. Lì infatti (e solo lì) l’amministrazione e Gaia hanno deciso di affermare il principio esattamente contrario a quello che, sempre in chiave referendaria, hanno falsamente assunto essere minacciato: a Gigliana (e solo a Gigliana) l’acqua non è pubblica! A Gigliana non ne hanno diritto come altrove.

E’ così potuto succedere che tutte le fontane pubbliche della frazione (tre) siano state improvvisamente ed improvvidamente tappate in modo da non poter essere più utilizzate. Senza che ci sia stata un’ordinanza sindacale (il sindaco ha sostenuto non fosse sua competenza), senza che ci sia stata una comunicazione adeguata di Gaia e quindi, ovviamente, senza che sia stata fatta una minima campagna informativa. Insomma, tutto sullo stile classico al quale questa amministrazione ci ha abituato. Non era meglio, se ce n’era bisogno, sensibilizzare i cittadini sulla necessità di non abusare dell’acqua per annaffiare? Come mai è stato fatto solo a Gigliana e non altrove, dove i problemi certamente non mancano?

Ma è successo di peggio. Qualcuno ha avuto “l’ardire” di rimettere il rubinetto ad una delle tre fontane tappate! Chiunque sia stato ha fatto proprio bene! Ma un tale “sacrilegio” non poteva essere accettato dalla rappresentanza locale di Gaia che ha pensato bene di provare a punire il “cattivone” chiamando, addirittura, i Carabinieri!

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine: in un Comune dove la vergogna della inesistente manutenzione degli acquedotti è sotto gli occhi di tutti, si deve assistere anche alla vergogna di un Comune e di un’azienda che (nonostante le proprie innumerevoli colpe) tolgono l’acqua pubblica a chi vogliono, come a Gigliana, (la lasciano a chi vogliono, come in altre frazioni) e nel farlo neppure hanno avuto il buon gusto di avvisare i cittadini, ed ancora di fronte alla “ribellione” di un ignoto (che poi ribellione non può essere perché non c’era stato adeguato avviso e quindi i rubinetti potevano essere stati chiusi da chiunque) hanno perfino chiamato in causa la Benemerita.

E’ davvero troppo.

Piero Marchetti

Consigliere Comunale di “Un futuro per Filattiera” e del PdL