Come sempre lo stupore ci coglie non certo per la straordinarietà di qualche evento, ma per la continua e assurda cecità in cui persevera l’assessore al turismo e, con lei, tutta l’amministrazione.
Mi rivolgo all’intervista rilasciata dall’assessore Carmen Menchini la quale, molto probabilmente, vive in un’altra nazione perché dalle sue dichiarazioni, onde non ammettere il totale fallimento della sua gestione del turismo e della cultura nel nostro territorio, addirittura si lancia in previsioni apocalittiche dicendo che il turismo è in calo in tutta Italia, non solo a Massa.
Forse non le sono chiare le proiezioni delle altre località turistiche che, sebbene nessuna possa vantare cospicui segni positivi, non hanno neppure avuto una grossa flessione di presenze come, invece, la nostra città ha subìto.
Dare la responsabilità ai tagli di governo è il solito disco rotto che oramai non appaga nessuno, perché i tagli ci sono stati ovunque, solo che altrove hanno saputo programmarsi meglio e razionalizzare la spesa per non penalizzare il turista che, è bene ricordarlo, porta incremento di denaro laddove si reca in villeggiatura.
In questa terra, invece si assiste passivamente ad una chiusura del centro storico senza una minima organizzazione di spettacoli coinvolgenti, ad unimpoverimento delle risorse naturali dovuto a politiche strategiche sbagliate e non certo ad ampio respiro, ad una disincentivazione allo sviluppo delle strutture turistico ricettive e, soprattutto, si corre dietro alla chimera della bandiera blu: ben sapendo che questo territorio non potrà fregiarsene per l’esigua distanza che intercorre tra le foci dei vari fiumi e la mancanza di un piano di depurazione che possa ovviare a questo inconveniente geomorfologico.
Incredibile sentire che bisogna creare un osservatorio per il turismo, ossia un altro carrozzone politico inutile perché mette a nudo l’incapacità di fare turismo da parte di chi attualmente governa questa città che non è in grado di avere idee o proposte tali da attirare l’attenzione e la curiosità della gente, sia essa locale che, sarebbe meglio, forestiera.
In ultimo occorre sottolineare come strida fortemente con i principi di un rilancio del turismo, che già ha visto un annata pietosa in questa terra, permettere di organizzare una manifestazione antifascista nel bel mezzo di Marina di Massa proprio uno degli ultimi fine settimana della stagione.
Forse il Sindaco, dopo essere stato il promotore del tavolo della sicurezza, ed aver dettato regole ben precise sugli spazi da utilizzare per le manifestazioni, si è dimenticato che a Marina di Massa insistono diversi esercizi commerciali che devono poter svolgere il loro lavoro serenamente, e non trovarsi di fronte ad una città blindata per l’ennesima volta per i capricci di una decina di ragazzi.
Sindaco, ma non sarebbe l’ora che pensasse effettivamente agli interessi concreti della città e non solo a rinfocolare passioni che servono solo per affermare ancora l’esistenza di un comunismo che appartiene a vecchie ideologie ma che sicuramente non sfama nessuno se non la sua sete continua di ricerca di voti e consensi?
