La Eaton si riprende la fabbrica: quella fabbrica che era diventata dei lavoratori dal 6 ottobre scorso, da quando era stata occupata. Un gesto da cui partì la vera lotta dura dei lavoratori. Il blitz è scoccato alle 4 e 45: 12 uomini di una agenzia privata di vigilanza hanno forzato i cancelli di ingresso, chiusi con un lucchetto e sono entrati nella fabbrica dove pare dormissero due operai. Ci racconta come è andata uno dei due lavoratori che per motivi di sicurezza preferisce non farsi riprendere. Racconta che hanno sentito un vociare e poi dei passi e che si sono ritrovati davanti un gruppo di persone con una divisa scura, armati che con gentilezza gli hanno chiesto di lasciare la fabbrica. Veniamo  a nome della Eaton, che ha chiesto di tornare in possesso dei suoi locali. I due operai escono senza porre resistenza e poi da lì è un susseguirsi di telefonate, arrivano i sindacati, cgil cisl uil e ugl e viene convocata l’assemblea per le 14. Un’assemblea che si svolgerà fuori nel piazzale della Eaton, perché dentro gli uomini della vigilanza si sono rinchiusi e non lasciano margine di errore. Arriva anche il sindaco di Massa Roberto Pucci. È lui che cerca di aprire cosa è accaduto e il perché di questa forzatura. Ha un contatto, una dipendente della Eaton che è anche un legale, che si trova in Germania e che al telefono sostiene che “gli operai hanno firmato un accordo di conciliazione con l’azienda in cui si impegnavano a lasciare la fabbrica entro una settimana. Tra i lavoratori si sparge il panico: nessuno sapeva di questa postilla e infatti l’arcano viene presto risolto. Non c’è nessun accordo di scambio, soldi- locali liberi, c’è solo un passaggio nella conciliazione che parla di “ portar via i propri oggetti personali dalla fabbrica”. Tutto qui. Secondo la Eaton significa abbandonare l’occupazione, secondo i legali sindacali no. Nel pomeriggio i lavoratori sono stati chiamati ad una scelta importante: forzare i cancelli e riprendersi la loro fabbrica, oppure voltare le spalle alla Eaton e sperare nella reindustrializzazione. Il sindaco Pucci ha fatto di tutto per evitare che gli operai facessero sciocchezze

Ad un cero punto gli animi si scaldano: da qui non ci muoviamo, oppure qualcuno si farà male, gridano gli operai aggrappati ai cancelli. Arrivano anche altri vigili tanti, chiamati per il cambio di turno, ma gli operai non li fanno entrare. L’assemblea arriva a due conclusioni, forzare i cancelli o aspettare 48 ore che si riesca a parlare con un rappresentante della Eaton e strappare almeno l’utilizzo della sala riunioni, simbolo di tante battaglie. Ma pare che dall’altra parte ci sia un muro. Nessun margine di conciliazione. Arrivano gli avvocati di cgil cisl uil e ugl, rassicurano che nella conciliazione per archiviare la causa di lavoro non è stata sottoscritta nessuna merce di scambio e che forzare i cancelli adesso sarebbe un errore.

La lotta continuerà in qualche modo, per vie legali o alla fine ancora con lo scontro: gli operai fanno sapere che hanno perso una battaglia, questa mattina all’alba, ma non la guerra.