Nessuno vuole entrare nel merito dei reati che si possono compiere per strada, in un bar, davanti ad un cancello mentre si svolge un comizio politico, durante una manifestazione non autorizzata. Chi sbaglia deve pagare, con le multe, le denunce, con la galera se i fatti sono gravi. Ma qui a Massa i cittadini assistono troppo spesso a beghe politiche che hanno il sapore dei tempi andati: destra e sinistra l’un contro l’altra armati, i cori partigiani che rispolverano la memoria di decenni fa, le mani alzate e tese a rievocare un periodo storico il fascismo condannato dalla nostra costituzione. Giovani e giovanissimi di destra e di sinistra che sembrano vivere in due secoli scorsi, che portano i capelli rasati se sono destroidi, oppure i percing o i pantaloni larghi se sono sinistrini, che si vestono ancora come un tempo, che non si sono evoluti nel pensiero né di destra né di sinistra. Ormai sono rimasti solo loro, i giovani massesi a tenere alte delle bandiere che hanno abbandonato anche le generazioni più anziane, a parte qualche consigliere, ribadisco sia di destra che di sinistra, che ancora fomenta le liti. A massa non si fa altro che parlare di Resistenza, che nessuno badate bene vuole rinnegare, ma che viene presa ad esempio per giustificare tutto, qualsiasi cosa buona o cattiva qualsiasi comportamento della città. Non si fa altro che ricordare che siamo medaglia d’oro al valor civile, ogni qual volta un’opinione diversa scalfisce la verità della sinistra. A massa ancora si costringono i giovani nostalgici a spogliarsi di una maglietta con su raffigurato un mito come Che Guevara, ancora si disegnano le svastiche sui muri e ci si tatua i saluti romani, i volti di Mussolini. Miti e segni del passato che ci costringono in un tempo non nostro. E oggi in consiglio comunale a massa si è sentito quel sapore un po’ retrò di una bega senza senso che non ha prodotto nulla per la cittadinanza e da ci i giovani non dovrebbero imparare