Immediata la reazione della politica alla notizia del rogo sviluppatosi all’impianto di smaltimento rifiuti ErreErre e poche le sfumature tra le interpretazioni date dalle opposizioni. Da Futuro e Libertà più di un dubbio dato che la società era da un mese sotto sequestro e sulle dinamiche del fallimento stava indagando la Procura, non minori le perplessità del Carroccio per il quale vi erano mille buoni motivi perché qualcuno volesse dare alle fiamme l’impianto, sull’accaduto infatti si esprime immediatamente anche Marina Staccioli che, dalla segreteria regionale sottolinea: “Non mi è stata ancora fornita la perizia sull’unicità del ciclo di trattamento dei rifiuti dell’impianto”. Sull’argomento infatti la Lega Nord era intervenuta più volte, sia in Provincia che in Regione, per chiedere spiegazioni sull’impiego dei soldi pubblici ed in merito alla realizzazione dell’impianto e, sulla questione, presentò un’interrogazione parlamentare anche l’onorevole Alberto Torazzi. Da La Destra poi la richiesta è fortissima, Gianni Musetti invoca l’intervento del super procuratore antimafia Piero Grasso.
Oltre a ciò, Futuro e Libertà teme per la sicurezza pubblica; chiedendo se si sia sfiorata la tragedia e se sia stato attuato un piano di Protezione Civile, Mauro Rivieri si spinge a chiedere le dimissioni della giunta Pucci. Dal centro-sinistra infine, anche l’Idv parla di scenario inquietante e, riguardo alla sicurezza sottolinea quanto la presenza di sovvalli, ovvero scarti di lavorazione, potrebbe gettare qualche sospetto sulla reale messa in sicurezza complessiva dell’impianto e apre invece all’ipotesi che qualcuno ne abbia approfittato per un gesto doloso. “Le notizie raccolte sulle conseguenze inquinanti e di pericolosità sembrano tese a rassicurare i cittadini, ma questo non ci esime”, avverte l’Italia dei Valori, “dal chiedere alle autorità sanitarie e di controllo e al sindaco della città di Massa il massimo dell’informazione e della trasparenza”.
