I lavoratori della Master srl adesso fanno sul serio e i sindacati scendono sul piede di guerra: stufi del mancato rispetto dei numerosi impegni assunti in sede di contrattazione decentrata decidono ora di passare alle vie di fatto, dichiarando lo stato di agitazione e pronti a far valere i punti cardine delle rivendicazioni, fin qua portare avanti nei molteplici incontri svoltisi. A cominciare dalla questione cimiteri: devono essere garantiti un numero minimo di assunzioni, dichiarano i sindacati, così come d’accordo: assunzioni necessarie per una corretta gestione del servizio cimiteriale. Sino ad oggi solo il senso di responsabilità ed il sacrificio di lavoratrici e lavoratori ha consentito di sopperire a queste mancanze; ora la situazione sta diventando insostenibile ed esplosiva, dichiarano i sindacati. Devono inoltre essere effettuate sostituzioni di malattie lunghe o maternità. Non si può sfruttare all’infinito la disponibilità di lavoratrici e lavoratori: le organizzazioni sindacali ricordano che il settore riscossione tributi ha necessità di lavorare a regime senza emergenze continue e senza sovraccarico di lavoro. Lavorare sempre ai limiti, non consente serenità e può portare ad errori che fatalmente si ripercuoterebbero sui contribuenti, a tutto danno di master, proseguono i vertici dei sindacati. Tra le altre rivendicazioni, poi, la mancata costituzione del fondo salario accessorio 2011, previsto dal contratto collettivo nazionale, dal quale derivano, tra le altre cose, le somme per pagare le indennità varie, eventuali sviluppi di carriera e gli incentivi per la produttività. Non è più possibile restare ancorati ad un contratto “una tantum”, così come nella situazione attuale, la presa di posizione delle organizzazioni. Dichiarando lo stato di agitazione del personale della master, i sindacati chiedono anche l’avvio della procedura conciliativa, come previsto dalla legge sulla regolamentazione dello sciopero.
