Casa sua è stata dichiarata inagibile, ma Giuliano Bertolacci ha dormito ugualmente nella palazzina su cui mercoledì notte è caduto il grande masso che ha sfondato il tetto ed è finito nel  salotto. Lo stesso faranno questa notte i due coniugi, suoi vicini di casa, con la loro bambina di tre mesi: torneranno in casa, anche se potrebbe esserci  ancora pericolo. Alla Turimar, dove il comune di Massa li aveva dirottati la notte della piccola frana, non ci vogliono restare, perché a loro disposizione c’è solo una stanza e un bagno, ci dicono, e le famiglie hanno esigenze diverse: il signor Bertolacci prende farmaci salvavita che devono stare in frigorifero. E alla Turimar non c’è un frigorifero personale in camera. La bimba di tre mesi, invece, deve essere allattata e alla Turimar non ci sono fornellini in stanza o cucine in comune in cui scaldare il latte. Il problema è che le istituzioni, da quando hanno emesso l’ordinanza di evacuazione, notificata ai residenti della palazzina il giorno dopo la caduta del masso,  hanno la responsabilità delle vite di quelle persone. L’ingegnere del comune Ferdinando Della Pina ci spiega l’iter della pratica: <<Il comune di Massa emette l’ordinanza di evacuazione in base alla relazione fornita dai vigili del fuoco e in base, dunque, a quello che vi hanno dichiarato, ovvero che l’immobile era e rimane attualmente inagibile. Inoltre il comune deve notificare ai proprietari l’ordinanza, tramite la polizia municipale e mettere al corrente dell’inagibilità dell’immobile anche la provincia. In pratica, finché la sicurezza non verrà ripristinata, in quella palazzina non dovrebbe tornarci nessuno>>. Inoltre, la notifica dell’ordinanza di evacuazione è in realtà solo un pro-forma, perché la comunicazione di inagibilità e dunque l’avvertimento a lasciare la palazzina, era stato dato ai proprietari dell’immobile la stessa notte della frana. Una comunicazione più che ufficiale da parte degli organi competenti, ovvero i vigili del fuoco e il tecnico del comune sopraggiunti sul luogo.  Eppure i due nuclei famigliari hanno deciso di violare le regole, perché impossibilitati a vivere nella sistemazione offerta dal comune. L’amministrazione conferma di aver ricevuto lamentele da parte delle due famiglie interessate dalla caduta del masso a Pariana, ma ribadisce anche che il comune di Massa è convenzionato esclusivamente con la Turimar e che di più non si può fare.