servizio completo alla pagina telegiornale 10.06

 

E’ un patrimonio raro e prezioso, quello che è stato donato dalla banca Monte dei Paschi di Siena al Comune di Massa: oltre 1700 volumi antichi che appartenevano alla famiglia apuana dei Fabbricotti, stampati dalla metà del Quattrocento fino all’Ottocento, e che sono oggi a disposizione della comunità di Massa Carrara. Una generosa donazione, che la banca Monte dei Paschi ha compiuto <<in nome dell’amore dei libri che nutriva la famiglia Fabbricotti>> come ha spiegato il direttore della banca Antonio Vigni. Un gesto, inoltre, che simboleggia come cultura e mondo degli affari possano andare d’accordo

Una banca, quella senese, che ha profonde radici nel territorio di Massa Carrara, per la presenza delle numerose filiali e degli investimenti compiuti in questa zona. Il passaggio di consegne è  stato ufficializzato nel corso di una cerimonia che si è tenuta al Teatro dei Servi, alla presenza – tra gli altri – del sindaco Roberto Pucci, dell’assessore alla cultura Carmen Menchini e del direttore della banca Monte dei Paschi Antonio Vigni. L’assessore Menchini ha ripercorso l’ascesa economica e sociale dei Fabbricotti, in origine famiglia di cavatori, divenuta nel giro di 150 anni dinastia di potenti banchieri, basti pensare che nel 1800 possedevano 108. Un’ascesa a cui ha fatto seguito un rapido declino: nel 1934 le aziende della famiglia fallirono e i volumi che andarono all’asta furono acquistati dalla banca Monte dei Paschi di Siena. E oggi diventano proprietà del Comune di Massa. Una donazione che comprende Cinquecentine, volumi del ‘700 e la prima edizione del vocabolario della Crusca del ‘700. I pregevoli volumi vanno ad arricchire il patrimonio librario del Fondo antico della Biblioteca civica Stefano Giampaoli, aperto a tutti e fruibile da studiosi e appassionati. <<Si tratta di un arricchimento non solo per la biblioteca, ma per tutta la comunità provinciale>>, ha sottolineato il sindaco Roberto Pucci, che ha poi definito la banca parte del territorio, anche se non è massese, per il sostegno che ha sempre dato alle attività di questa zona.

I volumi, grazie ad un lavoro certosino, sono già stati catalogati e sono disponibili in rete.