Associazioni di categoria e amministrazione carrarese non hanno trovato l’accordo sulle nuove tariffe dei materiali lapidei e quindi ieri sera, il sindaco Angelo Zubbani ha chiuso dopo sei mesi di confronto il tavolo del marmo. Al centro della discordia il sistema messo a punto dal municipio, con una suddivisione delle cave in quattro fasce e relativi canoni, per un gettito totale nelle casse di piazza due giugno di circa 21 milioni di euro all’anno. Una proposta su cui Zubbani ha tenuto la linea dura, forte del mandato ricevuto dalla sua maggioranza ad incrementare il contributo del pianeta marmo al bilancio cittadino: una linea dura che è sfociata, appunto ieri sera, nella chiusura definitiva della trattativa. Un confronto che aveva preso una piega difficile ormai da diverse settimane, proprio da quando il municipio aveva iniziato a parlare delle 4 fasce: una soluzione che aveva immediatamente innescato reazioni diverse tra le associazioni, con Api, Confartigianato e Cna più possibiliste e Assindustria e Legacoop più reticenti. Un quadro che, secondo voci interne alle stesse categorie, si sarebbe ulteriormente modificato negli ultimi giorni, tanto che ieri, in sede di confronto con l’amministrazione, solo gli industriali sarebbero rimasti arroccati sul no alle quattro fasce e, in particolare, all’introduzione di due diverse tariffe per i bianchi. Visto il naufragio del tavolo, adesso l’amministrazione procederà alla discussione delle tariffe cava per cava, mentre all’orizzonte si profila anche l’ipotesi di una revisione del regolamento degli agri marmiferi con una riduzione delle concessioni da 29 a 10 anni: di questo, e non solo, si discuterà in occasione del prossimo consiglio comunale, convocato per lunedì, quando il primo cittadino riferirà all’assise l’esito del tavolo. Da qui a sei giorni però qualcosa potrebbe cambiare ancora: secondo fonti vicine alle associazioni, Api, Cna, Confartigianat e Legacoop starebbero facendo pressioni su Assindustria per riportarla sulla strada del dialogo con l’amministrazione, mentre qualche categoria starebbe mettendo a punto una proposta ispirata a quella del municipio ma in grado di piacere anche agli industriali.

 

E proprio sulla scia della rottura del tavolo del marmo, il consigliere della Destra Gianni Musetti propone oggi l’istituzione di una Festa del Cavatore, ispirata al giorno del Ringraziamento che si celebra negli Stati Uniti. L’idea, spiega Musetti, è quella di introdurre un giorno di festa retribuita che “che coinvolga tutto il mondo del marmo (…) in pieno accordo con le Associazioni di categoria e sindacali, imprenditori e artigiani”. Una giornata in cui, prosegue il consigliere della Destra “uomini e donne dell’universo lapideo possano ringraziare l’Alpe Apuana per i marmi cavati attraverso secoli e secoli di sacrifici e duro lavoro”. La ricorrenza, conclude Musetti, potrebbe essere “fissata in un lunedì qualsiasi, in memoria della storica “lunidiana”di riposo degli uomini delle cave e del piano.”