Le difficoltà economiche della Asl non sarebbero dovute ricadere sui servizi; queste parole sono state più e più volte ripetute dal direttore generale De Lauretis, dai sindaci, da tutte le forze politiche. Sarebbero stati tutelati i soggetti più deboli, sia dal punto di vista delle condizioni di salute, sia dal punto di vista occupazionale. Eppure i tagli ora toccano anche il reparto di psichiatria, uno dei più delicati ed inadeguati. Il Centro di Salute Mentale, secondo il Piano sanitario regionale, “deve assicurare tutti i giorni nell’arco delle 24 ore una risposta a domande sia programmate che urgenti, di tipo ambulatoriale e domiciliare”; a Massa Carrara, lamenta la Cgil, i pazienti che hanno bisogno di un medico di notte o nei festivi vengono inviati in ospedale, perché l’unità anticrisi è presente solo al mattino. Isa Zanzanaini, del dipartimento socio-sanitario CGIL confederale, e Valerio Musetti CGIL sanità, ricordano che in provincia c’è la più alta percentuale di utenti psichiatrici della Toscana. E per prevenire crisi, ricoveri e ricadute servono una rete di servizi riabilitativi, assistenza domiciliare e interventi che facilitino l’inserimento sociale e lavorativo. Pare, invece, che negli ultimi giorni, le ore di assistenza domiciliare siano state ridotte. Da tempo, sarebbero stati bloccati anche i finanziamenti di attività riabilitative. Ma la psichiatria, conclude il sindacato, non è certamente un reparto sul quale risparmiare e contenere i costi.
