3 anni lontano dal lavoro, oltre 60 mila euro di stipendio non ricevuti e soprattutto due sentenze che ordinavano il suo reintegro in azienda: è questa, in cifre, la storia di Alessandro Franzoni, guardia giurata protagonista dal 2005 di un annoso conflitto con la Polizia Privata, l’istituto di vigilanza carrarese presso il quale ha lavorato per 23 anni. Tutto è iniziato nel 2005, quando franzoni, rappresentante sindacale della Filcams Cgil è stato licenziato dalla ditta, per superamento del limite di morbilità, ovvero il rapporto tra giornate lavorative previste e giornate di assenza dal lavoro per malattia. Un licenziamento giudicato illegittimo da due sentenze del tribunale del lavoro, che però non sono servite né a far tornare in servizio Franzoni, né a fargli avere quello che gli spettava di diritto, ovvero stipendi e contributi Inps.

Dopo due sentenze, la Polizia Privata ha fatto ricorso in Cassazione per opporsi al reintegro di Franzoni: in attesa del terzo grado di giudizio, l’istituto sarebbe comunque tenuto a rispettare i pronunciamenti precedenti, che imponevano appunto il rientro in azienda della guardia giurata. Oltre al caso Franzoni, ci sono anche altri 5 dipendenti dell’istituto di vigilanza che hanno in corso un contenzioso legale: nel loro caso la disputa non riguarda però la richiesta di reintegro ma quella relativa al risarcimento degli stipendi non pagati dopo il licenziamento senza giusta causa.