Questo 25% da destinare a residenziale all’interno delle colonie litoranee, non va proprio giù a nessuno. E dopo la Provincia e la Regione, pronta con il suo atto di giunta ad appoggiare la commissione paritetica sul piano strutturale massese, ci si mette anche la Soprintendenza che, se prendesse alcuni provvedimenti, potrebbe vincolare le colonie per anni. La notizia arriva direttamente da Roma, in risposta ad una sollecitazione di Franca Leverotti, consigliere nazionale di Italia Nostra. La Leverotti esplicitò, qualche tempo fa, la richiesta di tutelare le colonie “a fronte di concreti ed imminenti rischi, connessi alla trasformazione degli immobili”. Il riferimento era in particolare a due colonie, oggetto di recenti ristrutturazioni: la Marchetti, di proprietà dell’Opera Pia Sacro Cuore, in cui si sta costruendo un albergo e il centro Santa Maria alla Pineta, della Fondazione Don Gnocchi. Nulla di strano fin qui, ma poi, proseguendo nella nota inviata da Roma, si legge un passaggio che potrebbe interessare l’Amministrazione massese e rientrare nello spinoso caso dell’approvazione del piano strutturale: “Agli atti della Soprintendenza non risultano ad oggi presentate istanze finalizzate alla trasformazione in residenze degli edifici delle colonie”.  La Soprintendenza dichiara di condividere le preoccupazioni di Italia Nostra e fa sapere che “per avviare una più efficace e mirata tutela di questo patrimonio, ha in corso una campagna di catalogazione di tutti gli immobili”, ovvero circa 60 edifici. L’osservazione potrebbe appesantire ancora di più i progetti sulle colonie dell’amministrazione massese, ma l’assessore all’urbanistica del comune  Martina Nardi non sembra preoccupata: “la trasformazione edilizia è una cosa, quella urbanistica è un’altra. Alla Soprintendenza interessa la ristrutturazione, se consona o meno, le manomissioni esterne per capirci. Non il cambio di destinazione. Intanto sinistra ecologia e libertà annuncia un incontro a Roma con il presidente Rossi che dovrà essere informato sul pasticcio politico partito dal pd provinciale con la collaborazione, pare, dell’idv a livello regionale.