Due fasce di tariffazione e 2,5 milioni di euro di troppo: sono questi due elementi fondamentali che rendono sostanzialmente “inconciliabili” le posizioni presentate al tavolo del marmo da amministrazione carrarese e associazioni di categoria del settore lapideo. La rottura definitiva, è arrivata ieri alla presentazione ufficiale a piazza due giugno della controproposta per la tariffazione del marmo messa a punto da Assindustria, Legacoop, Api, Cna e Confartigianato: alla suddivisione in 4 fasce per un introito totale annuo di 21 milioni di euro presentata un mese fa dall’amministrazione, le associazioni hanno ribattuto con una classificazione molto semplificata che prevede due fasce, la prima con una tariffa a 8,60 euro che interesserebbe la maggior parte delle cave, per un totale 680 mila tonnellate di escavato e la seconda, quella più pregiata, con tariffa a 16 euro per 240 mila tonnellate di prodotto. Una controproposta che farebbe arrivare nelle casse del municipio circa 18,5 milioni di euro all’anno, vale a dire 2 milioni e mezzo di euro in meno rispetto a quelli chiesti dal comune. Inequivocabile il commento del sindaco di Carrara Angelo ZUbbani che al termine dell’incontro ha parlato di “distanze abissali” e di “proposte molto distanti”: difficile se non impossibile pensare quindi a un’imprevista svolta positiva della trattativa anche perché le associazioni si sono trincerate dietro un no comment, salvo far sapere che nonostante il disappunto manifestato ieri dall’amministrazione, aspetteranno il verdetto definitivo di lunedì prossimo senza effettuare altri passaggi interni alle categorie, escludendo così l’ipotesi di possibili ammorbidimenti della loro linea. La prospettiva più probabile è che, chiuso definitivamente il tavolo, dalla prossima settimana il municipio invierà alle singole aziende la sua proposta, e chi non avrà aderito entro 30 giorni passerà alla fase dell’arbitrariato, dove a decidere tariffe e balzelli sarà un collegio formato da un esponente dell’amministrazione, uno delle imprese e uno dal presidente del tribunale. Non resta quindi che attendere lunedì prossimo quando, dopo aver consultato la giunta e la maggioranza che lo sostiene, Angelo Zubbani proferirà una parola definitiva al tavolo del marmo. Due passaggi obbligati visto che le sorti di questa trattativa condizioneranno in modo determinante il bilancio del municipio, già di difficile stesura anche senza la rottura con le aziende del lapideo.
