A distanza di due giorni dalla cronometro e dalla partenza della Tirreno-Adriatico siamo andati a vedere quanto la corsa è costata e quanto è stato il ritorno in città. Inanzitutto è bene ricordare che la corsa è rimasta sul territorio ben due giorni con due tappe sufficentemente impegnative sotto il profilo organizzativo: la cronometro con arrivo e partenza nella solita città fa si che tutta l’organizzazione e le varie squadre siano completamente dislocate nel luogo della crono. C’è poi la partenza del giorno dopo ancora nella stessa città e quindi almeno metà dell’organizzazione e tutte le squadre restano ferme per una notte ripartendo assieme alla corsa. Il tutto al comune di Carrara è costato veramente poco: la corsa in totale ha comportato spese per 60mila euro totalmente coperte da sponsor, al comune quindi sono rimasti i costi vivi per l’organizzazione tecnica: personale tecnico, protezione civile e per i 45 volontari schierati. 30 Aziende, sopratutto del settore lapideo, hanno coperto i 60mila euro di spese in più hanno collaborato la Cassa di Risparmio e la Fondazione oltre alla Camera di Commercio. I ricavi della corsa invece sono più difficili da stimare. Il comune ha parlato di mezzo milione di euro, una cifra decisamente alta, calcolata sugli introiti degli alberghi, dei ristoranti, delle pizzerie e dei bar. E’ più difficile provare delle stime e però possibile consultare i dati ufficiali. La corsa muove qualche centiniao di persone che ogni sera alloggiano nella città di arrivo. Nel caso di Carrara quindi si conteggiano le notti di martedì e mercoledì. Dunque nel territorio comunale hanno dormito la Giuria presso l’hotel Michelangelo e lo staff della Rai, quest’ultimi -qualche decina di persone- sono arrivati in città la notte di domenica. Le squadre e i tecnici al seguito, si parla di altri 14 altri hotel, sono tutti stati dislocati tra Sarzana e Lido di Camaiore