“Portare uno sciopero che divide, come quello di venerdì, davanti alla Eaton, dove va avanti da 3 anni una vertenza unitaria, è quanto meno inopportuno”
“La Fiom sta attuando in Toscana iniziative, a cominciare dallo sciopero di venerdì 28 che vedrà la manifestazione regionale a Massa, davanti alla Eaton, che sembrano puntare ad una divisione del sindacato, a prescindere dal merito. Una scelta che riteniamo sbagliata, perché contraria all’interesse dei lavoratori.”
Lo hanno detto questa mattina a Firenze i segretari della Fim-Cisl toscana Marco Tesi e della Fim-Cisl di Firenze, Alessandro Beccastrini in una conferenza stampa convocata in vista dello sciopero che la Fiom ha proclamato per venerdì prossimo. “Uno sciopero –hanno detto Tesi e Beccastrini- antidemocratico, ingiustificato nel merito e inopportuno nelle modalità.”
“Antidemocratico –dice la Fim- perché l’obiettivo sono gli accordi sottoscritti da tutti tranne la Fiom, a Pomigliano e Mirafiori, e approvati con referendum dai lavoratori a cui quell’accordo dovrà applicarsi.”
“Ingiustificato perché anche in Toscana sono decine le aziende dove a vario titolo ci sono deroghe al Contratto nazionale di lavoro, in merito a pause, flessibilità dell’orario, turnazioni al sabato e alla domenica, mensa fuori dai turni, ecc. Deroghe, approvate anche dalla Fiom, in tutto e per tutto simili, talvolta ancora più stringenti, di quelle contenute nell’accordo di Mirafiori. Tanto per fare alcuni nomi –hanno proseguito Tesi e Beccastrini- possiamo citare i casi di Lucchini, Dalmine, TRW, Magna, Toscana Impianti, Whirlpool, Pirelli, KME. A dimostrazione che a suggerire quali accordi firmare e quali no è talvolta la politica più che l’interesse dei lavoratori.”
Infine, secondo la Fim, è “per lo meno inopportuno, per non usare parole più forti, portare uno sciopero che divide come questo davanti ad un’azienda, la Eaton, la cui vertenza è stata portata avanti per tre anni in modo assolutamente unitario. Una vertenza che è tutt’altro che risolta felicemente e per la quale è importante mantenere l’unità delle sigle sindacali, perché l’interesse dei lavoratori è più importante di quello di bottega.” Alla Fim pare “fuori luogo anche il fatto che la Fiom abbia inviato da sola richieste di incontri istituzionali per la vicenda Selex-Galileo, dove fino a ieri abbiamo condiviso un percorso. Pare di essere di fronte ad una volontà di divisione a prescindere. Quando la si pensa diversamente, com’è accaduto a Pomigliano e Mirafiori, è legittimo dividersi, salvo poi rispettare il giudizio dei lavoratori. Ma dividersi a prescindere non ci sembra utile per i lavoratori stessi.”
“Quello che oggi dobbiamo fare –hanno concluso Tesi e Beccastrini- è invece definire le nuove regole per la rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro, perché quando la maggioranza decide è giusto che per responsabilità ci sia la possibilità di garantire la governabilità dell’accordo.”
