Intervista all’autore e al protagonista nella pagina telegiornale di oggi. “Amore liquido”, un’espressione presa a prestito dalla sociologia di Bauman, forse uno dei pochi autori in grado di saper descrivere una società quanto mai disgregata, affollata a tal punto da far germogliare al suo interno nuove e disorientate solitudini. Un film difficile, difficile da recitare e sicuramente indigesto, se non si è pronti a mettere sul piatto anche le proprie difficoltà, quelle difficoltà che, appunto, forse non hanno precedenti, sullo scenario di un mondo mai come oggi aperto e tanto difficile da decifrare. Una pellicola importante insomma, tanto da spingere qualcuno in sala a paragonarlo al capolavoro di Sidney Lumet, ”L’uomo del banco dei pegni”.
