Ieri sera intorno alle 23 il consiglio comunale di massa ha approvato il piano strutturale. Un risultato storico perchè mancava da oltre 30 anni, dopo 12 sedute e circa 300 osservazioni presentate da diversi soggetti. Primo effetto dell’approvazione sarà l’allentamento delle norme di salvaguardia del territorio, dunque le misure che bloccano nuove costruzioni restano, ma mitigate. Si potrà ad esempio  completare la costruzione dei servizi e realizzare ampliamenti funzionali all’esistente. Il piano strutturale rivede anche l’intera facciata delle colline e quella della montagna, riclassificando il grado di rischio eventi franosi. Da lavacchio alla zona del candia , forno, casette, tutti i luoghi in cui si sono verificate frane durante le ultime alluvioni vengono ora considerate ad elevato rischio geologico e dunque lì sarà impossibile o quasi costruire nuove abitazioni. Un piano strutturale pieno di varianti urbanistiche che decideranno strada facendo anche i volumi delle future costruzioni residenziali. Intanto però si parla anche della partita delle ex colonie che potranno diventare nuove strutture turistiche ma con un 25% di volumetrie concesse all’edilizia privata. Un regalo secondo l’opposizione fatto agli imprenditori di Massa. Ma l’amministrazione specifica che, la parte residenziale potrà essere realizzata solo dopo che la ristrutturazione della colonia è avvenuta secondo i canoni e i crismi voluti dal comune e dunque l’obiettivo rimane la riqualificazione della fascia a mare. Rimangono fuori dal piano strutturale le decisioni sulle infrastrutture che verranno prese in itinere tramite varianti e piano urbanistico.