Presentata interrogazione: “Servono risposte urgenti dalla Regione contro la fuga e la rinuncia alle cure”
Prestazioni drasticamente ridotte, difficoltà d’accesso ai servizi essenziali per la maternità e lo spettro di un progressivo smantellamento della medicina territoriale. È questo il quadro che riguarda l’offerta per la Ginecologia e l’Ostetricia presso l’Ospedale di Pontremoli, la Casa di Comunità e i consultori della Lunigiana, denunciato dal consigliere regionale di Forza Italia, Jacopo Ferri, che sul tema ha presentato un’interrogazione all’Assemblea toscana. “Siamo di fronte a una situazione critica – denuncia – che colpisce direttamente la salute delle donne in un’area interna e montana, dove le distanze geografiche già costituiscono una barriera naturale all’accesso alle cure. La continuità dei servizi consultoriali e ospedalieri è un presidio a cui la Lunigiana non può rinunciare”.
Ferri evidenzia la distanza tra le promesse della vigilia e l’attuale realtà: “Dall’impegno a garantire la presenza di medico ginecologo e ostetrica per 12 ore al giorno, sei giorni alla settimana – accusa il consigliere regionale di FI – siamo passati a un ambulatorio ospedaliero a Pontremoli che esegue ecografie solo il lunedì. Con il trasferimento alla Casa di Comunità, la riduzione degli specialisti ha creato un collo di bottiglia inaccettabile: per le ecografie del terzo trimestre le pazienti sono spesso costrette a spostarsi fuori dalla Lunigiana, mentre esami cruciali come le colposcopie di screening avvengono con cadenza mensile o su disponibilità aggiuntive comunicate all’ultimo, rendendo impossibile una programmazione serena”.
Ferri si dice preoccupato anche per il futuro della rete consultoriale, che nel 2025 ha registrato 2.079 ecografie, confermando l’enorme domanda del territorio: “Assistiamo a un progressivo ridimensionamento delle risorse umane: le ore di una professionista chiave sono scese da 38 a 22, è prevista la cessazione di un incarico Sumai e, a metà marzo 2027, scatterà il pensionamento della responsabile del consultorio. Se la Regione non attiva subito le procedure di selezione per la sostituzione e per il recupero delle ore specialistiche – avverte – il servizio è destinato a paralizzarsi”.
Infine, c’è il dato del crollo delle prestazioni ginecologiche a Pontremoli, passate storicamente da circa 2.000 all’anno alle appena 400 attuali: “Una contrazione di 1.600 visite annue, impone una riflessione profonda — conclude Ferri —. Dobbiamo capire se queste donne si spostano verso il privato o verso altre strutture fuori provincia o se, ipotesi ancora più grave, abbiano rinunciato del tutto alla prevenzione e ai controlli. La Giunta regionale e l’assessore alla Sanità devono chiarire se il modello delle 12 ore per 6 giorni sia ancora un obiettivo e, soprattutto, devono varare un piano straordinario di potenziamento per la Lunigiana: non accetteremo altri tagli camuffati da riorganizzazioni”.
