Amministratori, forze dell’ordine, associazioni e cittadini della Versilia si sono raccolti questa mattina (giovedì 22 ottobre) a Montiscendi, davanti al cippo eretto accanto al casolare dove, 51 anni fa, si consumò l’eccidio di Querceta in cui rimasero uccisi in un agguato il brigadiere Giovanni Mussi e gli appuntati Armando Femiano e Giuseppe Lombardi e gravemente ferito il maresciallo Giovanbattista Crisci.

Dopo il saluto ai familiari dei caduti da parte del Prefetto di Lucca, Cristina Favilli, la cerimonia è iniziata con la deposizione delle tre corone di alloro offerte dalla Polizia di Stato e dai Comuni di Pietrasanta e Viareggio; quindi la benedizione del parroco di Querceta, don Giuseppe Napolitano, seguita dalle orazioni ufficiali aperte dalla dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio, Maria Teresa Canessa: “Il ricordo dei vostri cari appartiene a tutta la comunità – ha sottolineato, rivolgendosi ai familiari delle vittime e dopo aver portato il saluto del dirigente superiore della Polizia di Stato presso la Questura di Lucca, Edgardo Giobbi – e la presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni e dei cittadini testimonia l’importanza di custodire e tramandare questa memoria soprattutto alle nuove generazioni: ricordare questi uomini significa rinnovare il nostro impegno quotidiano al servizio della legalità, della sicurezza e della tutela della cittadinanza”.

“Nonostante 51 anni fa io non fossi ancora nato – ha proseguito l’assessore Matteo Marcucci – ho potuto conoscere questo episodio tremendo dai racconti dei miei familiari. Fu qualcosa che sconvolse nel profondo la nostra comunità e noi, che oggi rappresentiamo le istituzioni, dobbiamo farci carico di tramandare quei valori che Giovanni Mussi, Armando Femiano e Giuseppe Lombardi mettevano nell’indossare ogni giorno la loro divisa. Gli stessi che oggi hanno portato voi, membri delle forze dell’ordine, a seguire le loro orme e impegnarvi quotidianamente per la nostra sicurezza. Purtroppo, quella stessa divisa, continua ancora a essere insanguinata in circostanze che dobbiamo condannare con fermezza spiegando, però, ai ragazzi il vero senso di quell’uniforme: non un ostacolo, non un guanto di sfida ma un simbolo di protezione, libertà e democrazia per tutti noi”.
L’amministrazione comunale di Pietrasanta ringrazia autorità, associazioni e cittadini intervenuti e tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento di questa giornata di memoria, rendendo ancora più prezioso il ricordo delle vittime della strage.
