Il Circolo della Montagna critica il calendario degli incontri del sindaco, giudicandolo tardivo e insufficiente: «Le comunità montane hanno bisogno di ascolto costante e risposte concrete, non di passerelle»

Il tour del sindaco Francesco Persiani, a partire dal 21 ottobre, nelle frazioni del territorio comunale, e in particolare nelle zone della montagna: Casette il 2 dicembre e Forno e Canevara il 17 febbraio, senza però toccare i paesi della valle del Renara, ha tutto il sapore di un’iniziativa di campagna elettorale. Una comparsa tardiva che arriva dopo otto anni di amministrazione durante i quali la presenza del sindaco e l’ascolto delle comunità montane sono stati del tutto insufficienti.

Appuntamenti che arrivano dopo anni in cui i cittadini della montagna hanno atteso attenzione, ascolto e risposte concrete. Viene spontaneo chiedersi se questo improvviso interesse per le frazioni sia il segnale di una nuova sensibilità amministrativa o, piuttosto, di una precisa esigenza di visibilità politica.

Dove è stato Persiani in questi otto anni? Dov’era quando i cittadini chiedevano attenzione, quando le frazioni avevano bisogno di risposte, quando i problemi quotidiani aspettavano soluzioni concrete e non promesse? Dov’era quando le comunità della montagna chiedevano di essere ascoltate e considerate parte integrante del territorio e non realtà periferiche da ricordare soltanto in prossimità degli appuntamenti elettorali?

Oggi il sindaco si presenta nelle frazioni, visita i paesi e incontra i cittadini, ma non basta farsi vedere per dimostrare di esserci, così come non basta organizzare un tour per recuperare anni di distanza dalle persone e dai loro problemi.

La montagna non è una vetrina da esibire in campagna elettorale, ma è un territorio vivo, abitato da persone che ogni giorno fanno i conti con difficoltà concrete, con servizi da garantire, collegamenti da mantenere, manutenzioni da assicurare e bisogni che meritano risposte puntuali. Sono comunità che non possono essere trattate come una comparsa nel calendario politico di un’amministrazione.

Il punto non è contestare una visita in sé. Il punto è chiedersi perché questo interesse arrivi soltanto adesso, dopo otto anni di governo della città. Perché ascoltare i cittadini non è un gesto da compiere quando si avvicina il momento di chiedere consenso: è un dovere quotidiano di chi amministra.

Le frazioni montane hanno bisogno di una presenza costante, di confronto vero, di impegni verificabili e di interventi concreti. Hanno bisogno di un’amministrazione che non si limiti a passare, ma che sappia rimanere, ascoltare e rispondere.

I cittadini della montagna non hanno bisogno di visite di cortesia né di promesse dell’ultima ora, ma hanno diritto a essere ascoltati sempre e non soltanto quando il consenso torna utile.

Dopo otto anni, un tour non cancella le assenze e una passerella non sostituisce una politica per la montagna.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

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