La Massese è un patrimonio sportivo e identitario della nostra città.
Comprendiamo la preoccupazione dei tifosi e di tutti coloro che hanno a cuore i colori bianconeri e la condividiamo. Vogliamo che la squadra ritrovi stabilità, serenità e prospettive concrete. Ma occorre distinguere con chiarezza le responsabilità di una società sportiva privata da quelle di una pubblica amministrazione.
In questi mesi non siamo rimasti a guardare. Abbiamo mantenuto il confronto con i rappresentanti della società, affrontato le questioni amministrative relative all’utilizzo dello stadio e portato avanti gli interventi necessari per migliorare le infrastrutture sportive.
Continueremo a farlo nell’interesse della città, della squadra e dei suoi tifosi.
Resta però una questione che l’Amministrazione comunale non può risolvere al posto della società: serve un interlocutore certo, formalmente legittimato e capace di assumersi precise responsabilità.
Anche nell’ultimo incontro abbiamo chiesto di completare rapidamente gli adempimenti relativi agli assetti societari e di regolarizzare i rapporti amministrativi per l’utilizzo dello stadio. Su questo punto non faremo sconti a nessuno.
L’Amministrazione comunale non può sostituirsi alla proprietà né intervenire nelle vicende interne di una società privata. Deve però garantire il rispetto delle regole, tutelare il patrimonio pubblico e verificare che gli impegni assunti nei confronti dell’Ente siano rispettati.
Ai tifosi, che rappresentano la storia e la passione della Massese e che abbiamo ascoltato nell’ultimo Consiglio Comunale vogliamo dire che comprendiamo la loro amarezza e la richiesta di risposte. È legittimo pretendere chiarezza sul futuro di una squadra che appartiene alla storia della nostra città.
La stessa chiarezza la chiediamo anche noi alla società.
L’amministrazione comunale continuerà a fare la propria parte, nel rispetto delle competenze e delle regole dell’azione amministrativa. Ma la solidità e il futuro della Massese devono essere garantiti innanzitutto da chi ne detiene la proprietà e ne assume la gestione.
La Massese merita un futuro all’altezza della sua storia.
Quel futuro non può poggiare sull’incertezza: servono serietà, responsabilità e impegni verificabili.
